C’è qualcuno che anche a Taranto dice basta ai soprusi ministeriali. Soprusi condotti da chi, pagato con le nostre tasse, si bea dei risultati raggiunti con una propaganda vergognosa ma che, nei fatti, è letteralmente incapace di gestire l’ordine pubblico per una normale partita di pallone. Misure che – lo ricordiamo – penalizzano tutti i liberi cittadini, trattati alla stregua di delinquenti ai quali è vietato andarsi a vedere una partita di pallone per una pura discriminazione territoriale.

Misure aberranti dal punto di vista del diritto e che verranno sicuramente stigmatizzate dalla Corte di Giustizia Europea che, ancora una volta, dimostrerà che il nostro è un paese da quarto mondo. Quando il pallone va in mano ai questurini, i frutti (acerbi) sono stadi lager e misure repressive ai limiti della decenza costituzionale.

Una decina di tifosi del Taranto hanno deciso di incrociare il proprio cammino per levare al cielo un grido di libertà, presentandosi ugualmente al San Vito di Cosenza senza biglietto e senza la famigerata “Tessera del Tifoso”.

Nessuna disposizione ministeriale può impedire a liberi cittadini la libertà di movimento sul territorio nazionale. Così come altre tifoserie, impegnate in prima linea in questa battaglia di civiltà, anche da noi un manipolo di tifosi rossoblu si muove ugualmente in trasferta, anche se la stessa è vietata da disposizioni deliranti. Una battaglia non solo ultrà ma per tutti coloro i quali avrebbero voluto incitare i colori più belli del mondo in una sfida importante per classifica e campanile. Perchè il calcio è passione popolare; una passione che gli sgherri del Ministero degli intern(at)i cercano in tutti i modi di soffocare.[taranto supporters]