Pubblicati suisiti dei due club un comunicato in cui si invitano gli ultrà a protestare contro le norme, ma senza effetti «indesiderabili».

milan2Avversari in campo, solidali nella lotta alla discriminazione territoriale. Le società di Milan e Inter, preoccupate per i cori reiterati delle due curve contro Napoli e i napoletani, spinte dalla necessità di prevenire la chiusura dei settori e/o dell’impianto, ieri si sono unite per mandare un messaggio ai tifosi. Con un comunicato congiunto, pubblicato su entrambi i siti, i due club hanno chiesto che l’eventuale dissenso delle tifoserie verso il sistema di ingresso agli stadi si manifesti secondo le regole. «La vostra forma di protesta contro una norma che appare per molti versi discutibile genera due effetti, entrambi indesiderabili.Un primo effetto è la limitazione ad accedere a San Siro. Un secondo effetto, molto più grave, è sentirsi accusare d’esser razzisti e di fare discriminazioni: eppure siamo certi che nessuno di voi ha nel cuore sentimenti tanto incivili. La società farà quanto in suo potere per far modificare le norme che riguardano l’accesso agli stadi, ma ha bisogno del vostro aiuto. Ha bisogno cioè che ogni vostra eventuale, ulteriore protesta si manifesti altrimenti, con modi consentiti dalle norme vigenti e comunque tali da non far del male alla società e a voi stessi. Milan e Inter confidano nella vostra collaborazione».

IL GIUDICE – L’appello arriva a poche ore dalla sfida Inter-Verona, considerata ad altissimo rischio-cori e a un giorno dalla sfida Parma-Milan al Tardini. Soltanto cinque giorni fa il giudice sportivo Tosel ha chiuso le curve di Roma, Inter, Milan e Torino pur con pena sospesa per un anno «con l’avvertenza che, nel caso di recidività nell’ambito di tale periodo, la sospensione verrà revocata e la sanzione si aggiungerà a quella deliberata per la nuova violazione». «Stiamo pensando di segmentare la curva – ha detto Adriano Galliani- ma non so se è fattibile: la Sud è grandissima, conta 8.500 posti».

[Fonte: Corriere della Sera]