Quasi cinquemila gli spettatori per questo interessante incontro fra Juve Stabia e Bari. Tutta esaurita la scorta di biglietti messa a disposizione dei tifosi baresi che occupano il settore ospiti in 300. Si potrebbe aprire la solita sfiancante polemica sull’approccio istituzionale davanti ai problemi di ordine pubblico, ma in sintesi abbiamo ormai capito che l’unica risposta di una politica inadeguata è quella di affidarsi a limitazioni e divieti.
Improntati al total black, i pugliesi entrano compatti una decina di minuti dopo il calcio d’inizio e si contraddistinguono per parecchie bandiere mentre, dal punto di vista vocale, la saggia scelta è quella di puntare per quasi un quarto d’ora su cori ripetuti, anche per farsi sentire in uno stadio che nella fase iniziale è a dir poco caldo. Sold out anche la curva di casa che soffre a sua volta le restrizioni che il “Menti” ha dovuto subire pur di riottenere l’agibilità, dopo la prima fase di stagione giocata addirittura a Piacenza. Il cuore caldo del tifo stabiese si presenta, come al solito, con la sua versione rivisitata de “L’italiano” di Toto Cutugno, una bella sciarpata e qualche torcia.
Tifo continuo su entrambe le sponde, le bandiere biancorosse sventolano con continuità, buoni ritmi per i padroni di casa la cui apoteosi si raggiunge in occasione del 2-0, momento in cui si alza un coro per l’attaccante Andrea Adorante, autore del goal. Sorprendente se si pensa che sono circa trent’anni che a Castellammare non si sente più un coro per un singolo giocatore, ma che poi sorprendente non è per il legame che questo ragazzo, al di là delle belle prestazioni in campo, ha saputo creare con la città, abbattendo quella barriera divistica che spesso esiste nelle categorie maggiori, intrattenendosi con chiunque, girando per le strade senza problemi. In una categoria e in un mondo sportivo dove gli attori vanno per la maggiori, l’umanità alla fine colpisce inevitabilmente al cuore.
Cori offensivi a profusione soprattutto per l’incrocio di amicizie e rivalità fra le parti, dai napoletani che i baresi addebitano negativamente ai dirimpettai passando per i salernitani che, a loro volta, vengono tirati in mezzo dagli stabiesi. Tutto ciò senza che nessuna delle terze parti fosse presente quest’oggi, almeno ufficialmente.
Un fisiologico calo d’intensità ospite dopo il raddoppio dei locali. Difficile replicare su alti livelli quando la squadra non risponde e non restituisce l’impegno dei tifosi, ma il sempre presente sostegno conosce comunque una nuova fiammata dopo che al 75′ i galletti accorciano le distanze, riaprendo almeno teoricamente la gara. Purtroppo per loro però, in pieno recupero la Juve Stabia sigilla la contesa con il 3-1 regalando un’esplosione di gioia alla propria tifoseria.
Foto di Pier Paolo Sacco










































