San Lorenzo è sceso in campo ed ha vinto. Il popolo ha segnato un goal importante. Due vittorie in due partite sono il regalo più bello che potesse esserci. Si, perché la “squadra del popolo”, ossia l’Atletico San Lorenzo ha conquistato sei punti in due partite, lanciando un segnale di rivalsa e di combattività. Al primo incontro ufficiale, più di cinquecento persone hanno seguito e sostenuto calorosamente la squadra del popolo nata qualche mese fa nella borgata sanlorenzina di Roma, portandola fino alla vittoria. Un sentimento di rivalsa che oltre ad essere sportivo, è anche e soprattutto sociale per una borgata caratterizzata dal disagio e dal degrado. Lo stesso sentimento di rivalsa che è esploso poi, nella seconda partita, questa volta in trasferta, che ha visto i ragazzi in maglia rossoblù, vincere l’incontro al novantesimo minuto, per la gioia dei tifosi presenti e di tutto lo staff. Due vittorie che odorano di aggregazione, di partecipazione, di passione, di calcio vero, quello che manca ormai da tempo negli schermi ufficiali del calcio professionistico. Ovviamente non sarà sempre così ma ciò non toglie che, al di là dei risultati sul campo, in questo caso a dir poco “positivi”, anche nel futuro si possa respirare questa voglia di rivalsa, questa voglia di calcio e di passioni sopite nel tempo. L’Atletico San Lorenzo, nonostante tutte le difficoltà e le contraddizioni del caso, è diventata la squadra del popolo, dentro il popolo e per il popolo, un progetto di aggregazione che ha trasformato un sogno in realtà. Un progetto che col tempo e soprattutto con i sacrifici e la partecipazione di tutte e tutti coloro che hanno a cuore le sorti del quartiere, sta coinvolgendo anche anziani,donne e bambini, ossia tutte quelle categorie che solitamente non vanno allo stadio. A livello calcistico potremmo dire che si tratta di una strategia, di una tattica, di un modulo difficile da attuare ma certamente “vincente” da un punto di vista sociale ed aggregativo. La volontà comune di portare avanti l’idea nobile di un calcio della gente, lontano da quello moderno, dei padroni e dei milioni, è la “pozione magica” che è risultata funzionare in tutto questo marasma. Comunque vadano le cose in futuro una cosa è certa: il calcio è del popolo, dei suoi tifosi, dei bambini e dei ragazzi di periferia, delle menti che sognano….e soprattutto di tutta la gente che in un mondo omologato, continua ancora a pensare…e ad agire!

[Fonte: News di Calabria]