All’Olimpico di Roma è di scena il match più affascinante del girone E dell’Europa League tra Lazio e Celtic Glasgow, non fosse altro che i due club sono, almeno sulla carta, i più attrezzati per conquistare il passaggio del turno. I capitolini, a causa di una partenza infelice, hanno il disperato bisogno di conquistare i tre punti per continuare a sperare nella qualificazione.

L’incontro di andata ha “regalato” alla carta stampata molto materiale per i propri articoli e la partita è attesa anche per ciò che potrebbe accadere sugli spalti: in Scozia i laziali si sono fatti notare per lo “sfoggio” di saluti romani (i tifosi del Celtic per tutta risposta hanno organizzato una coreografia che faceva il verso alle Brigate Rosse, oltre all’esposizione di una bandiera che raffigurava Mussolini a piazzale Loreto, passata più in sordina su giornali e tv).

Gli avvenimenti del match di andata, oltre al “caso Balotelli”, hanno nuovamente proiettato l’attenzione dei media sui legami tra ambienti della destra estrema e il mondo delle curve. Sarebbe opportuno aprire una parentesi, quantomeno per delineare i confini e comprendere meglio detto legame tra la politica e ambienti del tifo organizzato.

Il mondo ultras è anche un fenomeno di costume, che spesso fa dei gesti o dei modi di comunicazione “forti” la propria essenza. Non sempre però dietro a questi gesti c’è o ci vuole essere un richiamo politico, può esserci per esempio anche (o solo) una provocazione o il tentativo di tracciare una distanza con chi si ha di fronte.

Non di certo per giustificare o tantomeno sminuire, ma semplicemente precisare alcuni dettagli che potrebbero aiutare a spiegare il fenomeno del tifo organizzato, dettagli che il più delle volte vengono venduti dalla stampa generalista a un tanto al chilo.

A riprova di questa chiave lettura evidenziamo che quei saluti romani, o la stessa bandiera che faceva il verso alle Brigate Rosse, non sono la normalità, insomma non li vediamo in tutte le partite di calcio, ma vengono esposti a seconda dell’avversario.

Anche qui poi andrebbe chiarito un dettaglio: quando si parla di legami bisognerebbe anche capire che finalità hanno: qualcuno pensa veramente che l’obiettivo sia di cercare nelle curve quel gruzzolo di voti necessari a partiti dallo zero virgola nulla per cento per passare la soglia di sbarramento e sperare così di entrare in Parlamento? A nostro modesto parere la risposta è negativa, sia perché i fatti hanno dimostrato che l’abbraccio pericoloso tra ambienti della destra radicale e parte del tifo organizzato (ma lo stesso discorso si potrebbe fare anche per la sinistra extraparlamentare), non ha mai portato a nulla di particolarmente importante, almeno in termini elettorali, sia, soprattutto, perché la propaganda politica assume significato e valore se è continua nel tempo, nel caso specifico se ripetuta negli anni, durante tutto il campionato, coppe comprese.

Potremmo allora temere che “alcuni” ambienti della destra radicale, partendo dalle curve, avrebbero come obiettivo quello di plasmare la società, diffondere nuovi valori, o disvalori a seconda sempre della prospettiva. Ma anche in relazione a questo per noi la risposta è negativa, non fosse per altro che il calcio rimane pur sempre un passatempo, piacevole, ma nulla di più e nulla di meno.

Non vorremmo però essere accusati di benaltrismo e chiaramente riteniamo più che giusto non abbassare mai la guardia, però crediamo anche che caricare di significato certi episodi non sia positivo, rivelandosi controproducente, soprattutto perché viviamo in un momento storico in cui ogni evento può essere fortemente divisivo, poiché sembra che oggi alle persone non si chieda di riflettere ma solo di schierarsi, prescindendo da ogni altra valutazione e ragionamento e tralasciando l’approfondimento necessario, figlio soprattutto della capacità critica.

Passando alla cronaca della partita si segnala la presenza di 6.000 tifosi scozzesi, ma sul fronte dell’ordine pubblico non si registrano episodi particolari. Il loro tifo è stato abbastanza mediocre, poco costante ma soprattutto non è stato quel valore aggiunto che invece, guardandoli dalla tv, sembrerebbe contraddistinguerli.

I laziali a causa della squalifica della Curva Nord, si posizionano in tribuna Tevere e incitano gli undici in campo che regalano loro subito l’illusione di poter portare a casa i tre punti; ma il Celtic, dopo il pareggio, allo scadere della seconda frazione di gioco, regala la vittoria ai propri tifosi e soprattutto l’accesso alla fase successiva con due turni di anticipo.

Michele D’Urso