Prima giornata del girone di ritorno del campionato di serie D girone E, se non è tempo di bilanci sicuramente siamo in quella fase della stagione dove qualche verdetto può essere già sentenziato. Poi sarà il tempo a ribadire o ribaltare ciò che viene fermamente affermato in questa sede. Chi pensava ad un testa a testa tra le due squadre più blasonate del girone, Arezzo e Livorno, si deve ricredere: se i primi concorrono per la testa della classifica, i secondi hanno trovato sul proprio cammino difficoltà evidenti e per certi versi immaginabili, ritrovandosi attualmente sì nella parte alta ma con pochissime velleità di lottare per il vertice. Ad inizio stagione le premesse erano altre ma è bene ricordare come il Livorno, nonostante il bagaglio di storia e tradizione che si porta inevitabilmente dietro, risulta essere nella categoria una neo promossa con tutto ciò che ne consegue. Misurando però la temperatura alla piazza, è inevitabile constatare un po’ di delusione. Il ritorno nei campionati professionistici sarebbe obiettivo da perseguire a priori ed in effetti la società, in questo inizio di calciomercato invernale, è corsa ai ripari concludendo già parecchie trattative, poi come succede spesso in questi casi, cambiare tanto non è sinonimo di sicuro miglioramento, però il principio di cercare nuova linfa vitale per dare una svolta al campionato sicuramente è stato inseguito.

Giornata dominata da nuvoloni neri e vento forte che non fanno sperare nulla di buono e come succede in questi casi, allontanano una buona fetta di pubblico. In effetti all’Armando Picchi ci sono larghi spazi vuoti, la curva tutto sommato tiene ma il resto dello stadio è praticamente deserto, segno di uno scollamento piuttosto evidente tra la squadra ed il tifoso medio. La Curva Nord, dopo la recente contestazione alla squadra, torna a tifare e se il risultato sul terreno di gioco dipendesse dall’impegno dei tifosi, il Livorno avrebbe vinto a mani basse, visto che la tifoseria incita e sprona la squadra fino al fatidico novantesimo minuto, non risparmiandosi neanche nei momenti più bui dell’incontro, con il Livorno sotto di una rete. Nella fase finale della gara, la curva trascina letteralmente la squadra, il tifo sale ulteriormente di livello ed assicura con costanza una vicinanza che a certi livelli può fare la differenza.

Il Livorno si ferma su un pareggio che va un po’ stretto per la mole di gioco prodotta, ma i giocatori vengono comunque applauditi al termine dell’incontro da tifosi ed ultras che hanno apprezzato l’impegno profuso. Magari la squadra non vincerà il campionato ma la curva, almeno in questo pomeriggio, può andar ben fiera dell’apporto dato ai propri giocatori.

Valerio Poli