Bella giornata di sole a Livorno, il lungomare viene preso d’assalto da famiglie e ragazzi ma evidentemente anche lo stadio emana ancora il proprio fascino e c’è chi lascia perdere cono gelato e cornetto d’ordinanza, per trascorrere un pomeriggio sui gradoni dell’Armando Picchi. Buone presenze anche in questa giornata malgrado un percorso sportivo non certo dei migliori. Il Livorno si sta infatti allontanando dalla testa della classifica e questa partita, complice anche il cambio del mister, può segnare la rinascita, visto che a far visita alla compagine amaranto c’è quel Tau che nella scorsa stagione ha fatto vedere i sorci verde al più quotato avversario. Quale migliore occasione per vendicarsi?

In Curva Nord capeggia uno striscione in ricordo di Luca Rondina, un tifoso amaranto che vent’anni fa perse la vita sotto il pullman dei tifosi amaranto in partenza per Lecce, una tragedia assurda che viene sistematicamente ricordata in occasione dell’anniversario. Per il resto, nulla di nuovo sotto il sole verrebbe da dire: gli ultras amaranto ancora una volta si stringono attorno alla squadra, il sostegno non viene mai meno ed anche a livello di colore le bandiere riescono ad accompagnare l’apporto vocale in maniera più che dignitosa. Visto l’andamento del campionato e la recente trasferta piuttosto movimentata in quel di Arezzo, non mancano un paio di cori dedicati ai nemici aretini, per alimentare una rivalità che tra alti e bassi non è mai passata di moda.

Da segnalare pure la presenza di una dozzina di ospiti che arrivano intorno alla mezz’ora del primo tempo e si vanno a sistemare nel settore a loro dedicato. Sono spettatori passivi della partita ma possono festeggiare un pareggio che alla vigilia non era troppo pronosticabile.

La squadra amaranto si dirige a fine partita sotto la curva ma questa volta riceve più fischi che applausi e l’ultimo coro che lasciano partire gli ultras è un’esplicita richiesta di tirare fuori i vecchi e sani attributi.

Valerio Poli