Nella nona giornata del campionato di Serie D girone I il Messina vince 2-1 contro il Castrum Favara, in una partita che, sebbene abbia avuto il suo peso in termini di classifica (grazie ai tre punti odierni, i padroni di casa hanno azzerato la penalizzazione in classifica di inizio stagione), ha rappresentato soprattutto la svolta societaria tanto attesa dai tifosi giallorossi. Questa è stata, infatti, anche l’occasione per vedere il debutto ufficiale la nuova proprietà, il Racing City Group, fondo d’investimento anglo-australiano (con importanti partecipazioni emiratine) proprietario di diversi club minori fra la stessa Australia, Spagna, Messico e Stati Uniti.

La nuova compagine societaria si è presentata al proprio pubblico in pompa magna, salutandolo e provandolo a caricare nel prepartita tra giochi pirotecnici, tradizionali sessioni fotografiche di gruppo sotto la curva, seguiti da un momento in cui la stessa dirigenza ha voluto calciare palloni ai tifosi come regalo e buon auspicio.

Il clima di festa non illude certo nessuno e non cancella la lunga serie di difficoltà che ha caratterizzato la storia recente del Messina, a partire dal fallimento del 2008, che ha costretto la squadra a fare i conti con la dura realtà dei campionati dilettantistici.

Nonostante le oggettive difficoltà sportive degli ultimi vent’anni – unica certezza -, la curva Sud ha continuato comunque a sostenere la squadra senza mai abbandonarla. La prova provata è deducibile dalla storia delle principali sigle del tifo giallorosso – NOCS, Testi Fracidi, Uragano CEP, Fedelissimi e Gioventù – che sono rimaste accanto alla propria compagine anziché scegliere la strada più facile dello scioglimento, come spesso accade a seguito dei fallimenti sportivi, quando molti decidano di mollare e magari lasciare l’onere ad altri. Ripartire da questo patrimonio, intangibile se vogliamo ma al tempo stesso inestimabile, è probabilmente il più grande valore aggiunto di questa nuova avventura sportiva.

Quest’oggi la curva sud si presenta abbastanza piena, con il classico striscione “Messinesi” in basso e i vari stendardi dei gruppi ultras in alto. Il tifo, nonostante l’importante svolta societaria, non è stato sempre continuo ma ha conosciuto alcune belle fiammate. Non sono invece mancati il colore, d’effetto soprattutto la bella sciarpata che ha animato il settore caldo del tifo peloritano.

Gli ospiti si presentano invece in circa una trentina e si fanno sentire con un tifo sicuramente generoso e appassionato, al netto del dispersivo impianto che li accoglie. I gruppi della Curva Nord Favara espongono tre pezze in balaustra, delegano a due bandieroni ai lati il compito di far colore mentre, accompagnati dal coordinamento di un tamburo, offrono all’occhio alcuni battimani molto positivi.

Tra le due tifoserie regna la totale indifferenza, anche perché in passato non ci sono state molte occasioni per incontrarsi.

Testo di Michele A. D’Urso
Foto di Paolo Furrer