Modena e Reggiana, due squadre vicine accomunate dalla stessa sorte, quest’estate. A dire il vero la sorte dei padroni di casa era già decisa ben 365 giorni fa, mentre gli ospiti hanno conosciuto l’onta del fallimento intorno al mese di luglio. Scherzo del destino ha voluto che le due compagini fossero le uniche big fallite nella scorsa stagione, a ritrovarsi nello stesso girone: le altre sono state tutte divise in gironi diversi, da una parte per esigenze di ordine pubblico, dall’altra per incentivare la loro quanto più veloce e ampia risalita nel professionismo.

Come al solito i colpevoli dei rispettivi fallimenti (i “signori” Caliendo e Piazza e chi faceva le veci per loro), restano impunti, anzi Caliendo, lo scorso novembre, è stato addirittura premiato alla carriera in quel di Palermo. Ancora più eclatante il caso di Piazza, che prima, durante e dopo il fallimento della compagine granata, faceva sfoggio sui social di foto in resort di lusso dello Stivale e in queste settimane s’è trasferito in pianta stabile in quel di Parma, quasi a farsi beffe delle sue malefatte e dei tifosi a cui le ha perpetrate.

Come al solito, per tutte le squadre che spariscono dai radar del calcio italiano, i primi e spesso i soli a rimetterci sono i tifosi: in quel di Modena si ha avuto più tempo per ricostruire tutto in tempo per l’inizio del campionato, sotto la denominazione ufficiale Modena F.C 2018, acquistando nel frattempo dal curatore fallimentare marchio e beni storici della precedente gestione.

Oltre il Secchia, si è iniziati con l’opera di ricostruzione solamente dai primi d’agosto, con la denominazione Reggio Audace, in memoria dell’Audace Reggio, tra le prime società in città che si fuse nel 1919 con la Reggio Football & Cricket Club, dando vita alla celebre società granata.

I tifosi delle due squadre hanno risposto presente alla voglia di ripartire di Modena e Reggiana e l’impressionante numero di abbonamenti staccati (5.579 a Modena e 3.650 a Reggio Emilia) sono lì a dimostrare quanto la categoria attuale sia per loro stretta.

Ma passiamo all’attualità: questo Modena-Reggiana per la nostra testata è sinonimo anche di una mini-riunione dei collaboratori, siamo ben in 5 per questo derby dello Stadio “Braglia” dove, oltre a Bisio e Pado a completare la sez. Emilia, si presentano anche Andrea ed Emilio che hanno addirittura ha attraversato lo Stivale per essere presenti.

Arriviamo presto in zona stadio, c’è chi prova a scattare il corteo ospite, c’è chi preferisce qualche birra nel pre-partita, poi decidiamo di entrare in campo con largo anticipo, visto l’afflusso di presenze da record che non si registravano da anni: in aggiunta ai 5.779 abbonati, ci sono ben 6.648 paganti che fanno schizzare il totale a 12.427 spettatori, numeri decisamente di altre categorie!

Curva Montagnani esaurita in ogni ordine di posto, 5.133 posti, diciamo anche grazie ai 3.800 abbonati che hanno sottoscritto l’abbonamento lo scorso agosto. Bellissima la coreografia modenese ad inizio partita, che celebra la battaglia di Rubiera del 1202: leggenda narra che proprio al termine di questa battaglia, i modenesi coniarono il termine “teste quadre” ai vicini reggiani. La coreografia ha un bellissimo impatto visivo e bisogna riconoscere in pieno l’impegno degli ultras modenesi.

La curva di casa si accende ad inizio gara con un una buona prestazione, tuttavia ai lati della stessa si vedono una miriade di telefonini che non aiutano di certo i ragazzi che si sbattono nella parte centrale. I cori indirizzati agli ospiti sono parecchio seguiti, anche immediatamente prima la messa in scena della coreografia e nella prima parte della ripresa, fino alle rete decisiva di Ferrario al minuto 66 che fa letteralmente esplodere i circa 10.000 tifosi di parte canarina.

I cori per la squadra si sprecano, ma non si dimenticano gli amici diffidati. Presenti in Curva Montagnani, con tanto di drappi al seguito, delegazioni di ultras sivigliani, veneziani e pistoiesi. Ai consueti bandieroni sventolati in vetrata, oggi se ne aggiunge un altro di ottima fattura, colore irrobustito da una sciarpata nel primo tempo, qualche torcia accesa al goal e l’esposizione di tre striscioni per punzecchiare la tifoseria ospite.

Giungono a bordo di due treni regionali la maggior parte dei 2.500 tifosi ospiti, forse sarà l’unica occasione in cui a Modena si vedranno i tifosi nel settore ospiti e non nella tribuna laterale (come successo col Fiorenzuola). Tutti compatti dietro lo striscione “MODENA MERDA”, si avviano in corteo nel breve percorso che dalla stazione ferroviaria li conduce al Braglia, con una miriade di bandierine granata che li colora. Le stesse bandierine sventolano poi all’unisono ad inizio partita, accompagnando l’esposizione dello striscione “SVENTOLA FIERA LA NOSTRA BANDIERA”.

Sul piano vocale la tifoseria ospite si è fatta sentire parecchio nel primo tempo, meno nella ripresa, forse anche complice la rete subita dalla loro squadra. Anche per loro svariati insulti alla tifoseria opposta, uno dei quali effettuato esponendo goliardicamente una bambola gonfiabile.

Bella la sciarpata granata al minuto 20 del primo tempo: tutto il primo pezzo del settore ospiti tira su le sciarpe, accompagnando i bandieroni di Teste Quadre e Gruppo Vandelli sventolati in basso (e tenuti al vento per tutta la partita). Con i reggiani presenti i gemellati di Cremona e Vicenza, presente anche il consueto drappo che sbeffeggia la tifoseria parmigiana.

Saluti finali di umore contrapposto per le due squadre verso i rispettivi tifosi: la Reggiana a testa bassa, il Modena con una corsa verso tutti i settori del Braglia, celebrando la vittoria in questo derby del Secchia, vittoria che in casa Modena mancava da novembre 2000. Derby che spero si riveda presto in categorie più consone alle due tifoserie e non più tra i dilettanti.

Concludo questa tifocronaca ringraziando i “colleghi”, sia per la presenza che per il loro contributo all’articolo.

Testo di Francesco Passarelli
Foto di Luigi Bisio, Giovanni Padovani e Francesco Passarelli
Video di Luigi Bisio

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