Match di alta classifica al “Salvatore Conte”, dove il Mondragone City supera di misura il Rangers Qualiano al termine di una gara tirata, intensa e combattuta. Una sfida che, già dal riscaldamento, lasciava capire che non sarebbe stata la solita partita di Promozione. Ritmi alti, contrasti duri, tanta voglia di portare a casa tre punti che pesano.

Sugli spalti, però, c’è la sorpresa più grande. Per una gara di Promozione, il colpo d’occhio è di quelli che non ti aspetti: circa 500 gli spettatori, cifra notevole per la categoria e sintomo di un legame forte tra squadra e territorio. E qui arriva la magia: il tifo di entrambe le tifoserie non si limita a qualche coro sporadico, ma si mantiene continuo, rumoroso e sorprendentemente coordinato per tutti i novanta minuti.

È in momenti così che ti ricordi quanto spesso queste categorie nascondano realtà che meritano ben più attenzione di quanto venga loro dato. Curve fatte di ragazzi che lavorano, studiano, si arrangiano, ma che allo stadio diventano un tutt’uno con i colori della città. Niente riflettori, niente telecamere nazionali, ma una passione pura, quasi primordiale, che resiste fuori dai circuiti più patinati.

In Promozione, dove normalmente l’ambiente può essere da “dopolavoro”, vedere un tifo così strutturato stupisce e affascina. Qui l’organizzazione non è scontata: non ci sono centinaia di abbonati, non ci sono gruppi storici con decine d’anni sulle spalle, non ci sono budget o strutture. Eppure il risultato finale è un settore che canta, batte le mani, si muove insieme, crea atmosfera. Un tifo che, in proporzione alla categoria, ha un coefficiente emotivo altissimo.

Foto di Valerio Caprino