Siamo ancora qui a motivare il nostro NO alla tessera del tifoso, troppa disinformazione, complici i media, sta facendo passare la nostra lotta come una semplice presa di posizione contro l’ennesima schedatura che come cittadini e appassionati di calcio subiamo.

Innanzitutto sgombriamo ogni dubbio: la tessera non è supportata da alcuna legge, c’è una circolare del Ministero degli Interni che “consiglia” alle Società di utilizzare questo strumento per il presunto controllo dei facinorosi, appare ovvio che una sorta di ricatto viene imposto per quieto vivere con le istituzioni. Sulla questione inoltre il ministro Maroni ignora più di un’interrogazione parlamentare, senza contare le diverse Associazioni dei consumatori che si stanno muovendo sul tema a livello nazionale.
Abbiamo già il biglietto nominativo telematico, il soggetto colpito da DASPO è impossibilitato ad ottenere il titolo, inoltre chi entra allo stadio è così riconosciuto automaticamente. Che necessita’ c’era di istituire un ulteriore “controllo” se non per qualche “oscuro” motivo ?
Sorvoliamo sulla tecnologia RFID che permette la tracciabilità della scheda (e di conseguenza del suo possessore), tralasciamo inoltre di approfondire la questione economica, infatti il presidente dell’ A.B.I. è il signor Abete, fratello di quell’Abete a cui il calcio in Italia rende conto, e la tessera altro non è che l’ennesima card prepagata che ci infileremmo in tasca.
La cosa in più che ha la tessera, e la cosa che contestiamo più duramente, è che, non solo viene vietata a chi ha subito (e di conseguenza scontato) un provvedimento restrittivo per reati da stadio negli ultimi 5 anni, ma ciò avviene anche nel caso in cui si sia stati assolti. Inoltre prevede la discrezionalità della questura su domande altrimenti regolari, sulla base di cosa non ci è dato sapere, probabilmente la presunta pericolosità (ma sulla base di cosa se il reato è già stato pagato da tempo o addirittura mai avvenuto????) o la semplice antipatia.
Il pensiero che amici che da anni condividono con noi la passione per il NOSTRO Savona non possano partecipare alla nostra festa domenicale, anche in caso di assoluzione (ricordiamo solo il caso relativo all’ultimo Savona-Sanremese) o pur avendo già scontato da anni la diffida, ci rende impossibile aderire al programma della tessera.
Non vogliamo impunità né nasconderci nella massa, prova è il fatto che oggi siamo qui muniti di regolare biglietto nominativo, chiediamo solo un trattamento uguale per tutti, tifosi o no.
Il destino ha voluto che la prima di campionato proponga il derby e, dopo tutte le ( giuste ) polemiche estive riguardo l’installazione di assurde divisioni e la forzata reclusione degli abitanti di via Cadorna per presunti motivi di ordine pubblico durante le partite del Savona, la partita subira’ le attese limitazioni nella vendita dei biglietti ai soli residenti della nostra provincia. e i tifosi del Savona che vivono fuori provincia ? E i tifosi sanremesi che, come noi, presumibilmente non hanno aderito alla tessera ? per non parlare del tempo e delle complicazioni per comprare il biglietto nominale anche per chi ne ha il diritto …
Tutto questo dimostra la perfetta inutilita’ di questa “carta di credito”, e sopratutto la completa assurdita’ di recludere piu’ di un centinaio di famiglie nelle loro case ( !!! ) per poi aggirare il presunto problema con altri mezzi. tutti i soldi spesi a riguardo non potevano essere utilizzati in altre maniere ?
Per tutto questo oggi abbiamo deciso di farci sentire, e ci faremo sentire non occupando il nostro settore per 50 minuti. entreremo solo al 5° minuto del secondo tempo. perche’ questo derby non e’ il nostro derby, quello che anni addietro avrebbe riempito lo stadio di gente e di colori, anche quelli dei nostri rivali.

SAVONA DOMENICA 5 SETTEMBRE 2010
SCONVOLTS SAVONA -WORKING CLASS SAVONA