Attesi all’Olimpico 2500 fan azzurri. Questura traquilla, tifo granata tiepido. De Vezze: «Paura? Saremmo messi male» «Franco Lerda ha ragione: sabato il Toro non gioca il suo derby, ma noi siamo felici di andare all’Olimpico da capolista, insieme a tanti tifosi, per dare un segnale importante». Pasquale Sensibile, diesse del miracolo Novara, conosce troppo bene il mondo del calcio per replicare al tecnico granata, che aveva ben chiarito qual è il derby per i granata, ed infiammare la piazza.

Anche perché a Novara non ce n’è bisogno: in città e a Novarello non si parla d’altro che della sfida di Torino, al punto che 20 pullman sono già stati riempiti dai tifosi azzurri. La febbre novarese da derby fa da contraltare alla prevendita fiacca che si registra a Torino: i tifosi del Toro sono curiosi di vedere all’opera il Novara primo in classifica, ma non si scaldano per una sfida che può avere al massimo una valenza regionale. «Il derby è con la Juve», continuano a ripetere e così la pensano anche in Questura a Torino: nessun particolare provvedimento verrà adottato sabato allo stadio e nessun segnale di pericolo è giunto dagli ultrà granata.

Alla vigilia di Torino-Novara si terrà l’ordinaria riunione tra le forze dell’ordine per fare il punto della situazione. L’unico punto delicato sarà quello della gestione dello sbarco dei tifosi novaresi nel settore ospiti (1.500 posti) e il posizionamento degli ultrà azzurri che non hanno la tessera del tifoso e hanno già iniziato a comprare i biglietti nella vicina curva Primavera. Un cordone di steward eviterà contatti con i granata, ma in Questura parlano al massimo di 300 persone fuori settore da gestire. Un numero minimo, che non dovrebbe creare tensioni, anche perché alla fine è stato previsto l’arrivo complessivo di 2.500 persone. Una cifra simile a quella che fanno a Novara i responsabili del club e della tifoseria: l’obiettivo è di arrivare a quota 3.000 e per questo sono stati organizzati posti in pullman al costo contenuto di 6 euro.

L’esodo dell’anno scorso verso San Siro per sfidare il Milan in Coppa Italia è davvero un’altra storia: un po’ per la distanza (50 km per andare a Milano e 100 per essere a Torino) ed un po’ per il clima diverso che si respira intorno alla partita. «Io farei la firma per perdere tutte e due le partite con il Novara e poi andare in serie A – commenta il granata De Vezze su quanto sia sentita la sfida di sabato – e poi se il Toro deve avere paura, allora siamo messi male».

[Fonte: La Stampa]