bariIl galletto non canta più. Dopo centosei anni di storia, tra alti e bassi che gli sono valsi il titolo di squadra ascensore, l’Associazione sportiva Bari ed il suo simbolo ruspante non ci sono più. Schiacciati da una valanga di debiti, 35milioni circa, che hanno costretto alla resa la famiglia Matarrese, proprietaria del club da ben trentasette anni.

Questa mattina, la Camera di consiglio della sezione fallimentare del Tribunale di Bari ha accolto la richiesta di auto fallimento presentata venerdì scorso dall’amministratore unico del Bari, Franco Vinella. Una soluzione che dovrebbe consentire di tutelare la categoria ( attualmente  la B), dopo l’asta che assegnerà, probabilmente a fine aprile,il Bari ad un nuovo proprietario. Il Bari è ufficialmente fallito: lo ha deciso il Collegio del Fallimentare del Tribunale di Bari. Secondo indiscrezioni, i curatori fallimentari saranno Marcello Danisi, presidente dell’Ordine dei commercialisti di Bari e l’avvocato Gianvito Giannelli.  Il Bari è da oggi in esercizio provvisorio, in attesa dell’asta per l’acquisizione del club che avrà luogo con ogni probabilità a fine aprile.

Per i tifosi biancorossi è una giornata strana, a metà fra la tristezza per la scomparsa della loro squadra del cuore, la gioia per la fine di quella che i tifosi ritenevano una dittatura calcistica (i diecimila spettatori della gara contro il Lanciano la reazione a caldo) e la speranza che dalle ceneri di questo Bari nasca un altro Bari capace di restare stabilmente in serie A.

La situazione del club era diventata oggettivamente insostenibile, con le casse così vuote da spingere verso la colletta per sostenere le ultime trasferte della squadra. Una fine indecorosa per quella che pure è stata la culla di giocatori straordinari come Cassano, Zambrotta, Ranocchia e Bonucci, tanto per fare alcuni degli esempi più recenti, ed il trampolino di lancio di un tecnico vincente come Antonio Conte. Ma per i tifosi non è un funerale, ma solo l’inizio di una vita migliore.

[Fonte: La Repubblica]