Nell’anno del centenario, la Paganese trova il suo più grande alleato nella ritrovata grinta e compattezza che ormai da qualche anno caratterizzano gli spalti. Nelle prime giornate di campionato, sia in casa che in trasferta, la tifoseria dimostra ancora una volta di aver raggiunto una nuova maturità in termini stilistici, supportata dalla concreta voglia di vincere, alimentata da spettacoli di tifo che sicuramente non sono passati inosservati.
Anche quest’oggi la curva è piena, e anche se continua a popolarsi dopo il fischio di inizio, sventolano fin da subito le bandiere e gli stendardi di appartenenza dei vari gruppi. All’ingresso delle squadre in campo si alzano anche le sciarpe. Colore e passione che diventano evidenti anche all’occhio.
Per gli ultras del Ferrandina, dopo vent’anni circa di Eccellenza, questa sortita al “Marcello Torre” di Pagani è per me la prima occasione per conoscerli e apprezzarli dal vivo, seppur fuori casa. Dispongono con cura il materiale, molto particolare, che alterna pezze datate fatte a mano a quelle più recenti. Presenti ottime per quanto riguarda i numeri, se consideriamo la trasferta non proprio dietro l’angolo, il rapporto con una città non grandissima e con un passato da cui dimostrano di esser cresciuti visibilmente. Sciarpe in alto anche per loro all’ingresso in campo, è solo l’inizio ma già non si può chieder loro di più.
Dal punto di vista canoro invece, rincarano la dose proponendo un repertorio che alterna cori classici e cantati a gran voce ad altri goliardici anche accompagnati da allegri trenini, sintomatico della soddisfazione di potersi finalmente confrontare con nuove realtà, in una serie tanto agognata dopo gli anni nel limbo delle categorie regionali. E va sottolineato, a proposito di questo confronto, che sanno starci dentro con grande dignità e meritare la loro ribalta e il loro spazio.
Seppure oggi nessuna coreografia viene presentata rispetto alle precedenti giornate, il tifo dei paganesi risulta comunque una bella realtà a cui assitere, compatto, scandito dal ritmi dei tamburi, e accompagnato da cori cantati con movimenti coreografici in cui si muovono all’unisono alternando battimani, segno distintivo di questa identità.
Uno striscione in ricordo di Gabriele Sandri viene esposto nella curva di casa durante il primo tempo, accolto con un grande applauso da tutto lo stadio e dagli ultras ospiti. Presenti nei distinti anche la realtà femminile di Pagani, il gruppo di Lady in azzurro stellato con lo stendardo “Figlie della Stella” che in diverse occasioni si sono fatte notare per presenza, identità e iniziative.
In campo la partita è una sfida colpo su colpo che vede la Paganese pressare, soprattutto sul finale, e la difesa lucana rintuzzare attentamente gli attacchi. Risultato finale è un pareggio che blocca la squadra azzurrostellata e vede il Ferrandina conquistare il primo punto in trasferta.
Imma Borrelli











































