Riceviamo questa bella riflessione e la condividiamo con voi. Non contano i colori, non contano le categorie calcistiche e le divisioni di ogni sorta: il sentimento che anima e spinge gli ultras è sempre lo stesso, per cui lo riteniamo universale come pensiero e vi invitiamo alla sua lettura senza anteporvi pregiudizi.

Pensiero notturno. Che cos’è il calcio per me. Beh, se qualcuno mi chiedesse che cosa significa il calcio per me, potrei rispondere tante cose ma di sicuro non mi sentirete pronunciare la frase “è soltanto un gioco”, perché il calcio non è soltanto un gioco ma molto molto di più. Il calcio non sono Kakà, Balotelli, Toledo o Peluso, non è 4-3-3, 4-3-1-2 o il fuorigioco. Non è Allegri, Morgia, Conte o Ancelotti, non sono schemi o semplici chiacchiere da bar. Quelle sono proprio le cose meno importanti, quelle che non contano nulla. Il calcio, cari miei, è passione, sacrificio, fedeltà, amore, amicizia e aggregazione. È fare 1000 chilometri e magari non vedere un minuto di partita. Nel calcio, quello vero che intendo io, bere una birra o un borghetti col compagno di curva e di viaggio vale di più che vincere una Champions o un campionato. Il calcio è viaggiare, conoscere posti nuovi, portare in giro per l’Italia o per il mondo la propria fede, i propri colori. Il calcio è riconoscersi dietro uno striscione o una bandiera, non dietro la vittoria o la sconfitta della squadra. Il calcio è cantare 90 minuti per la tua squadra, che sia in Champions League o in Serie D. Perché vincere un derby al 90′ contro la Lucchese, o eliminare il Real Madrid in semifinale di Coppa Campioni non ha differenza! Il calcio è molto di più di come lo intendete voi. Il calcio è il pub prima di una partita del West Ham, non la vittoria per 3-1 sul Chelsea. Il calcio sono le trasferte libere, sono le domeniche passate in pullman o sul treno, non i servizi on demand su Sky o le Sky Cam che ti fanno vedere anche mentre Constant si scaccola con Vergara nel riscaldamento. Il calcio sono i ritrovi tra amici di curva, sono 19 ore di viaggio per vedere un 1-1 contro il PSV ed essere soddisfatti come dopo aver vinto un campionato. Il calcio per me è tutto questo e anche di più. Sicché a me non me ne frega un cazzo se l’anno prossimo giochiamo in UEFA o in Champions, non me ne frega nulla se gioca Balotelli o Birsa. Non mi interessa se allo stadio ci viene la metà della gente solo perché magari vanno a vedere una partita di Basket solo perché giocano in A1. Perché se voi intendeste il calcio come lo intendo io, o vivreste le vostre passioni come vivo io la mia, allora sarete giovani per sempre. Sarete sempre vivi. Perché se va male un campionato c’è sempre il campionato successivo a settembre per sperare che vada meglio. Se perdi una finale, puoi sempre sperare di raggiungerla di nuovo l’anno seguente. E se ciò non accade, ma durante la stagione sei stato importante per la squadra come un giocatore, perché tu c’eri e dalla curva hai dato il massimo, hai fatto nuove amicizie e intrapreso nuove “avventure” allora hai vinto lo stesso. Anche se poi la tua squadra è retrocessa. Perché ricordatevi, chi c’è vince sempre, chi dà tutto per la propria fede si sentirà sempre appagato. Il calcio per me è questo, non un gioco, ma molto di più!!!

JB