Solita assurda gara in infrasettimanale questa al “Renato Curi” di Perugia fra i Grifoni locali e la rediviva Reggina. Non dovrebbero più stupire nessuno certe scelte scellerate dettate dagli interessi televisivi e a cui le varie leghe si genuflettono senza la minima dignità. Ma al contempo non si dovrebbe mai smettere di indignarsi specie alla luce dell’ipocrisia con cui poi, i signori che gestiscono il calcio, hanno la faccia tosta di dichiarare che il calcio è dei tifosi o che la loro ferma volontà è quella di riportare la gente al centro del villaggio, per usare una metafora poetica, ripopolando gli spalti di traboccante passione come lo erano negli anni d’oro del calcio e del tifo italiano. Fra la vagheggiata teoria e la pratica ci sono in mezzo caro-biglietti, percorsi ad ostacoli per acquistarli, un apparato normativo che ha trasformato gli stadi da isole di spensieratezza a piccoli carceri a cielo aperto e mai una sola scelta “politica” davvero a favore di chi ha ancora la voglia e l’eroico coraggio di seguire il calcio dal vivo.

Perugia-Reggina si gioca di giovedì alle 20.30 e se i 4.423 spettatori (fonte AC Perugia) possono sembrare pochi rispetto al colpo d’occhio che il “Curi” offriva in epoca pre-Covid, sono comunque una benedizione rispetto a tutte le cause ostative di cui sopra. Fermo restando che sui numeri incide anche la riduzione della capienza per le stesse questioni sanitarie vigenti e che gli stessi sono, tutto sommato, in linea con le presenze del resto della stagione. Una stagione in cui il Grifo è ancora in cerca dello slancio per avanzare la propria seria candidatura in zona playoff e i tre punti in palio contro la Reggina, fra le più serie coinquiline della stessa zona playoff, possono avere valore doppio.

La contesa in campo però, prende subito un abbrivio favorevole agli ospiti che, già al quinto minuto, passano in vantaggio con un’inzuccata di Galabinov servito da Bellomo e lo stesso assist-man raddoppia poi in chiusura di prima frazione, apponendo una sorta di virtuale sigillo a questa gara. Il decorso degli eventi non può che condizionare gli umori dei tifosi, ma il sostegno dei padroni di casa, come sempre raccolti dietro lo striscione “Ostinatamente AC Perugia”, resta sempre positivo e propositivo, punteggiato dal colore dei bandieroni dei singoli gruppi e delle sciarpe levate al cielo.

A differenza dell’exploit di Vicenza, questa volta i numeri dei reggini sono al ribasso: sempre dai dati ufficiali del Perugia, si evince che per il settore ospiti sono stati staccati 225 biglietti. Da Reggio Calabria sono partiti in auto private e pulmini circa la metà dei convenuti mentre come sempre corposo e importante è l’apporto dei reggini trapiantati al Nord per lavoro o studio, fra questi forse il più determinante in senso più strettamente ultras è garantito dai ragazzi di Milano, vero valore aggiunto su cui lo zoccolo della Curva Sud può contare. Bel tifo per loro, molto parco nel colore ma continuo e con bei picchi di potenza nei cori, chiaramente corroborati dall’andamento della gara.

Nonostante il forcing dei padroni di casa nel tentativo di raddrizzare la sorte, il secondo tempo finisce con lo stesso risultato del primo e la Reggina, con questa vittoria, approfittando del pareggio del Pisa a Cremona, si porta a soli due punti dalla vetta. Tutto da rifare per il Perugia, che resta ancora ai bordi della zona playoff, porta di servizio per la A che può anche essere riagguantata previo passaggio per una serie di risultati positivi.

Testo a cura della Redazione.
Foto di Pasquale Minniti.
Instagram.com/photo4u_pasquale_minniti.