«È severamente vietato buttare la spazzatura. I trasgressori saranno puniti secondo la legge degli ultras. Noi amiamo la nostra città». Può darsi che sia solo uno scherzo. O la promessa di un impegno sociale. O, ma si spera di no, un avvertimento.

Fatto sta che da qualche giorno gli ultras della Turris hanno preso una posizione netta in materia di raccolta differenziata: aiuteranno Comune e vigili urbani nella lotta all’abbandono abusivo dei rifiuti. Ovviamente, a modo loro.

Ad annunciarlo sono stati gli stessi corallini con uno striscione al club di via Martiri d’Africa: solito carattere di scrittura, solito colore rosso e nero, un vero marchio di fabbrica per gli ultras Torre del Greco. Che, in un momento di svolta ambientalista per la città grazie alle bonifiche ambientali volute da Palazzo Baronale, hanno deciso di scendere in campo per tutelare la natura, vigilare su chi non rispetterà la riciclata e ammonire chi getterà spazzatura alla rinfusa.

Tante e decisamente diverse le reazioni dei torresi che si domandano quale sarà la «punizione secondo la legge degli ultrà». C’è chi come Domenico Colantuono del movimento green CleanTdg approva la scelta corallina: «Sono stato per lungo tempo contrario agli ultras perché, per ignoranza, li etichettavo male. Ma quando ho conosciuto i veri ultras Turris mi sono ricreduto – spiega il giovane ecologista – Certo, c’è sempre il fanatico però per la maggior parte sono persone che amano la città e ne vanno fieri: sono forse tra i torresi più grandi e veraci».

Stessa linea di pensiero anche per Michele S., tifoso corallino: «Il mondo degli ultrà conserva ancora regole e ideali: che piaccia o no, è un modo di vivere. Tuttavia non è da confondere con il vandalismo o il teppismo». «Non è bastone e violenza – conferma Carla, vicina di casa del club Turris – è rispetto e amore per la città. Il presidente del club è un ragazzo onesto, un padre di famiglia che ama Torre del Greco e la Turris. Non a caso, la settimana scorsa il gruppo ultras ha partecipato alla pulizia del parco Bottazzi».

[Fonte: Il Mattino]