Il calcio che conta sbarca all’Arena Garibaldi, i campioni d’Italia fanno visita al Pisa ed in panchina sono i due fratelli Inzaghi a ritrovarsi uno di fronte all’altro; il calcio d’agosto ci regala pure queste perle e se ciò serve a richiamare pubblico allo stadio, ben vengano anche queste iniziative. Come facile immaginare, la corsa al biglietto inizia appena gli stessi vengono messi in vendita: un po’ la fame di calcio che c’è nella città della Torre Pendente, un po’ l’avversario di grido, aggiungiamo pure la possibilità per i tifosi interisti residenti in Toscana di vivere una serata particolare ed ecco che gli ingredienti ci sono tutti per arrivare allo scontato tutto esaurito.
Fuori l’impianto è un pullulare di tifosi, tanti gli ospiti che si dividono tra il settore ospite e la tribuna, tantissimi i giovanissimi che indossano la maglia dei propri idoli, il nerazzurro è la tonalità predominante, qualcuno indossa pure la maglia arancio dell’Inter e non si può non pensare a quanto brutte sono certe divise da gioco secondarie che ogni stagione vediamo indossare ai giocatori in campo. Vero che in molti casi sono gli sponsor a dettare colori, temi ed abbinamenti ma un richiamo pur velato ai colori sociali, alle tradizioni ed addirittura al senso estetico sarebbe quanto mai gradito: certe brutture sono di un livello difficile da raggiungere e da digerire. Tra le tante maglie indossate dai tifosi, mi colpisce un ragazzino con completo, maglia e pantaloncino, rossonero di Rafael Leão, probabilmente l’Inter non è propriamente la sua squadra del cuore e lo vuol a suo modo dimostrare. Atmosfera scanzonata fuori l’impianto, agli steward non resta che indirizzare i tifosi ai relativi ingressi, tutto si risolve in una passeggiata per aggirare tornelli e cancellate, veri obbrobri per uno stadio costruito in uno dei centri città più belli d’Italia.
Mi sarei aspettato una presenza più corposa di Inter clubs nel settore ospite ed invece gli interisti presenti sono sicuramente tanti, ma in definitiva sono compagnie di amici e semplici tifosi, nulla di organizzato, tanto che i timidi cori intonati si possono contare sulle dita di una mano ed almeno un paio sono contro i cugini rossoneri e gli storici nemici juventini. Settore ospite che a parte questo e qualche applauso di circostanza, resta in un silenzio costante, anche se vista la composizione dello stesso, non poteva essere altrimenti.
Curva Nord invece che si riempie in concomitanza dell’inizio delle ostilità, il tutto esaurito che fa segnare lo stadio, si ripercuote su una curva che anche in questa serata mostra numeri interessanti. Oltre all’aspetto numerico che va sempre tenuto in considerazione, c’è poi il sostegno alla squadra, e malgrado la serata veda all’opera il Pisa in una semplice amichevole di inizio agosto, il tifo è molto simile a quello del campionato, con la Curva che recita il ruolo di protagonista spingendo la squadra per tutti i fatidici novanta minuti. A livello di colore i bandieroni dei gruppi ci sono tutti, poi le torce accese a ripetizione fanno ampiamente il proprio dovere soprattutto nel secondo tempo, quando cala il sole ed il contrasto buio – luce viene ampiamente evidenziato. I cori si sprecano, non mancano quelli contro gli storici rivali di Livorno e Fiorentina ma in una stagione che sta prendendo forma, una menzione particolare viene riservata a due tifoserie anch’esse storicamente rivali, le due liguri Spezia e Sampdoria.
Da anni rimarco l’unità di intenti tra le varie componenti del tifo nerazzurro ed anche questa sera si alzano in contemporanea due striscioni, uno in curva ed uno in gradinata, che hanno come unico denominatore la problematica dei lavori di ristrutturazione dello stadio, vero tallone d’Achille ormai da qualche stagione, problematica che anche nel recente passato ha visto la tifoseria scendere sul piede di guerra. I messaggi esposti hanno trovato il valido appoggio di tutto lo stadio che non ha mancato di esprimere il proprio assenso con un lungo applauso: quando il tifo unisce e non divide, quando si preferisce battere un sentiero comune senza isolarsi in microcosmi impenetrabili, il risultato non può che essere positivo.
Per la cronaca il Pisa passa in vantaggio e ci resta fino allo scadere dell’incontro quando su calcio d’angolo l’Inter trova un pareggio ormai insperato. Un po’ di delusione nel pubblico locale che ormai pregustava una vittoria sui campioni d’Italia, ma il calcio d’agosto è il classico specchietto delle allodole, l’importante è farsi trovare pronti per l’inizio del campionato, quando la vittoria varrà i tre punti. Intanto la Curva Nord ha testato il proprio motore, ha alzato i giri dello stesso ed ha capito che anche per la stagione che sta iniziando, può essere il grimaldello che serve per spingere la squadra. Se il buongiorno si vede dal mattino ci sarà da divertirsi.
Valerio Poli





















