Pistoia – Forlì è sicuramente una delle partite più interessanti che il panorama cestistico nazionale possa offrirci. Caratterizzata da un’elevata rivalità, influenzata dallo storico gemellaggio tra la tifoseria romagnola e Montecatini Terme, nemica storica della controparte pistoiese, oggi risulta essere anche un significativo crocevia per le sorti del campionato, data la coabitazione fra le stesse due squadre e Cento al primo posto in classifica. Infine la famosa ciliegina la possiamo rappresentare nell’ampio lasso di tempo da cui manca questo confronto, dato che si parla della stagione 2012/13.

A Pistoia si vive un’aria un po’ particolare nell’ultimo periodo: i 1400 presenti di media quest’anno al PalaCarrara (numero migliorabile, ma è d’obbligo considerare i tanti appuntamenti infrasettimanali, oltre che la mancanza di veri e propri big match casalinghi fino ad oggi) sono naturalmente entusiasti di ciò che la squadra, penalizzata recentemente da un duro infortunio di un proprio giocatore, sta realizzando; si discute però animatamente (soprattutto su questi “benemaledetti” social) invece di quello che potrebbe fare di più la città (intesa come pubblico) sia la società, più restia nel procurare un nuovo giocatore rispetto alle altre squadre del girone, più o meno blasonate. Vedremo.

Tornando a parlare del confronto odierno, mi piacerebbe che certi pregiudizi (i quali a onor del vero stanno un po’ diminuendosi) radicati nei confronti del mondo del tifo nella pallacanestro venissero quanto meno posti in dubbio: le meravigliose foto che il mio amico Andrea ha scattato anche oggi, rendono giustizia solo fino a un certo punto dell’elettrizzante giornata vissuta. La cornice di pubblico è decisamente degna di nota, finalmente, in tutti i settori; protagoniste indiscusse naturalmente sono la Baraonda pistoiese e la Curva Nord Forlì. Sembra infatti di essere tornati indietro di alcune stagioni quando a Pistoia, anche in seconda divisione, era la normalità ottenere una maestosa risposta dai botteghini, così come avere antagonisti storici a popolare il settore ospiti.

Abbondante, compatto, ben organizzato; così si può riassumere il tifo forlivese. Con il nero come colore di spicco, il settore si fa subito apprezzare con una semplice quanto scenografica sbandierata, successiva ai saluti dedicati al popolo pistoiese. Oltre alle principali pezze forlivesi, spicca quella dell’Onda d’Urto della già citata tifoseria termale: evidentemente una delegazione rossoblu ha scelto di omaggiare la fratellanza, a discapito della partita degli Herons Montecatini a Casale Monferrato (a cui, è doveroso sottolineare, la tifoseria organizzata non ha comunque fatto mancato la sua presenza). Probabilmente è una mia impressione, ma nel corso del primo quarto il tifo forlivese, per quanto, ripeto, intrigante, non mi pare partecipe in maniera troppo costante, a differenza invece di quanto accaduto nel corso del resto della partita dove sono stati molto più attivi.

Anche la Baraonda risponde naturalmente presente, non perdendo l’opportunità di ricambiare il trattamento ricevuto dagli ospiti, contraccambiando quindi cori di scherno e insulti. Oltre a ciò, entrambi i gruppi organizzati hanno il complicato compito di spronare i propri beniamini a raggiungere questa preziosa vittoria. In campo, naturalmente, si assiste a una vera e propria battaglia, in cui ogni occasione dubbia è buona per denigrare indistintamente arbitri e avversari. In tutto questo, si aggiunge anche la componente “colore” per entrambi i settori; infatti, vengono messe in atto due pittoresche sciarpate, oltre a osservare più frequentemente rispetto ad altri incontri l’utilizzo di bandiere e bandieroni per il settore caldo pistoiese. Lo stesso dicasi per la Curva Nord, che oltre a sventolare assiduamente una bandiera dalle dimensioni maggiori, ricorre spesso alle bandierine utilizzate a inizio partita.

A fine primo quarto, la Baraonda espone uno striscione recante un messaggio che lascia davvero poche interpretazioni, chiedendo chiarezza a Città, sponsor e società a fronte di una risposta galvanizzante fornita nella stagione da squadra e staff tecnico biancorosso. In campo, continua il bilanciato confronto che vede leggermente sopravanzare Pistoia, arrivando con il punteggio di 41 a 33 all’intervallo a favore appunto dei padroni di casa.

Nel secondo tempo la musica non cambia, con entrambe le fazioni che continuano a produrre quanto di buono creato in precedenza. Quasi banale sottolineare come, ovviamente, non manchino cori canzonatori nei confronti di Montecatini e Pistoia: trovo importante il fatto che, nonostante il lunghissimo periodo di mancati confronti diretti (ormai sono trascorsi 15 anni dall’ultimo derby tra Pistoia e Montecatini), questa rivalità campanilistica venga continuamente rimarcata da ambo le parti, di generazione in generazione. In tutto questo, la squadra toscana riesce a portare in fondo in maniera decisa il match, vincendo per 74 a 62 questo tutt’altro che semplice incontro. La squadra, quindi, viene omaggiata con il solito riconoscimento finale, assieme alla doverosa rimarcazione di come, al termine di questa giornata, Pistoia sia prima da sola in classifica.

Tra ripetuti confronti dei due gruppi e riflessioni del popolo pistoiese su ciò che vorrà essere fatto per rendere ancora più competitiva una già ambiziosa squadra, si chiude questa bellissima sfida. Per il prossimo turno Pistoia si recherà, per la prima volta nella sua storia, nella nota località di Cividale del Friuli, mentre la squadra romagnola affronterà davanti al sempre numeroso pubblico di casa, il fanalino di coda Chieti, dopo aver affrontato giovedì 12 Torino in Coppa Italia.

Testo di Edoardo Pacini
Foto di Andrea Delserra