Accendo i motori e sono di nuovo in strada. Da Carate Brianza dove ho appena assistito a Folgore Caratese-Chievo, mi dirigo alla volta di Busto Arsizio. Circa 45 minuti d’auto dividono queste due città e il viaggio scorre molto veloce.

La partita che qui vi si gioca è Pro Patria-Union Brescia e anche se ci ero già stato ultimamente allo “Speroni” per assistere all’incontro della Pro contro il Novara, tornarci è la scusa buona per rivedere ancora una volta da vicino i locali e per la prima volta il nuovo corso del Brescia. Tante le polemiche che hanno accompagnato questo nuovo sodalizio che altro non è che la vecchia Feralpi Salò a cui hanno cambiato nome: uno scippo per la piccola ma orgogliosa comunità di tifosi che seguiva la Feralpi e un’operazione che non ha messo d’accordo nemmeno tutti i tifosi bresciani ma tant’è. Difficile per me entrare nelle pieghe della legittimità morale o formale di tutto ciò, ma dato che la Union ha un suo seguito ultras prevale in me essenzialmente lo spirito documentaristico.

Al mio arrivo, la celere è su ogni angolo di strada dove, di lì a poco, passerà la carovana dei biancazzurri ospiti. Difficile persino parcheggiare nei pressi, perciò non resta che prendere il largo e fare qualche minuto a piedi verso lo stadio.

Al mio ingresso i tifosi comuni già affollano i settori, alla fine saranno oltre 1.700 gli spettatori totali con quasi 650 biglietti staccati in prevendita per il settore ospiti. Una cornice di quelle importanti.

La Pro Patria dopo la retrocessione dello scorso anno abbuonata dal ripescaggio estivo, quest’anno si ritrova nuovamente nelle sabbie mobili delle zone basse della classifica. Di fronte c’è un Brescia che non è forse il migliore degli avversari per macinare punti e tirarsi fuori dai pericoli, considerato anche il suo folto e motivante seguito oltre ai dichiarati intenti di patron Pasini di riportare quanto prima la squadra in B.

Con i bustocchi, sugli spalti, ci sono anche i gemellati di Trento in questa domenica fresca e umida ma per fortuna senza precipitazioni. All’ingresso delle squadre in campo, i bresciani sfoggiano una sciarpata vecchio stampo accompagnata da fumogeni, torce, due aste e tutto ciò che si ha a disposizione per colorare il settore. Bello, davvero di impatto il loro esordio in questa partita. I locali si limitano invece a dei semplici cori a sostegno dei colori sociali, senza per questo risultare meno positivi o trascinanti.

La partita in campo si rivela ben presto a senso unico, il Brescia vince e convince segnando due goal in rapida successione fra il 47’ e il 57′ che assicurano questa vittoria alla Leonessa, spingendola nelle prime posizioni di classifica.

Tanto l’impegno dei locali sul fronte del tifo e pur nell’evidente disparità numerica con i loro dirimpettai, non lesinano in continuità anche in nome e in onore dei tanti diffidati che avrebbero potuto allargare le loro schiere ques’oggi ma che, pur volendo, non hanno potuto esserci.

Nessuno sfottò o coro contro di qualsivoglia natura, anche in ragione dello scarno numero di precedenti recenti fra le due compagini e quindi dell’assenza di rivalità tra le due curve. Archiviata anche questa esperienza, a conclusione di una giornata molto densa, non mi resta che far ritorno verso il Piemonte con la giusta carica per affrontare una nuova settimana lavorativa, dopo aver goduto di questi acuti del nostro movimento ultras che aspetto con ansia di rivedere nel weekend successivo.

Davide Gallo