Sant’Egidio alla Vibrata è un piccolo centro di poco meno di 10.000 abitanti, con una importante tradizione calcistica nel panorama dilettantistico abruzzese e che, pur essendo in provincia di Teramo, dista poco meno di 20 km da Ascoli Piceno. La vicinanza al capoluogo marchigiano non ha comunque mai messo in discussione l’attaccamento ai colori sociali da parte del movimento ultras cittadino, che può vantare una storia lunga oltre quarant’anni.

La partita di oggi contro il Lanciano è uno scontro al vertice tra due squadre che hanno il chiaro intento di vincere il campionato ma che soprattutto, nell’ultimo decennio, sono state accomunate da un triste destino.

I padroni di casa, infatti, hanno subito l’onta del fallimento calcistico, avvenuto nella stagione 2013, trovando però subito la forza per ripartire e tornare nel giro di sole tre stagioni in Promozione prima ed Eccellenza dopo.

L’U.S. Lanciano, altra grande realtà del calcio regionale, ha conosciuto le gioie della Serie B nei primi anni 2010, ma ha poi dovuto affrontare una difficile crisi finanziaria che ha portato alla sua esclusione dal campionato di Lega Pro nel 2016. È iniziata così una lenta risalita che i tifosi sperano non si arresti quest’anno. Infatti anche i rossoneri, come i giallorossi, puntano alla vittoria del campionato.

Nonostante l’importanza del match, tuttavia, il servizio d’ordine quest’oggi è inevitabilmente condizionato in negativo. A pochi km di distanza, infatti, si disputa il derby Ascoli-Samb che, oltre a rubare le attenzioni dei media locali, ha anche impegnato un ingente numero tra polizia e carabinieri. Scelta, quest’ultima, che crea quantomeno qualche perplessità visto che l’atteso incontro tra bianconeri e rossoblù, disputandosi senza la tifoseria ospite, non avrebbe potuto comportare particolari problemi di gestione dell’ordine pubblico.

I tifosi della Santegidiese si presentano compatti nel lato destro della tribuna, con uno stile più asciutto rispetto a quello dei lancianesi. I giallorossi sventolano tre bandieroni per tutti i novanta minuti, accendendo anche qualche torcia, ma senza regalare altri momenti di colore come sciarpate o due aste al cielo. Scelta, questa, che dimostra come quella di Sant’Egidio abbia una propria identità che prescinde dalle mode del momento. Tutti i gruppi — Viking 1986, Prima Linea, Gioventù Ribelle — si raccolgono dietro lo striscione “La fede dei nostri padri“, che rappresenta l’intero movimento ultras giallorosso. Il tifo è scandito dal ritmo incessante del tamburo, coordinato da due lanciacori che spesso si alternano al megafono. Aiutati dal risultato della squadra, riescono a coinvolgere anche la parte centrale della tribuna, che segue la partita con molta partecipazione. Nel corso del secondo tempo dedicano anche un pensiero ai propri diffidati. I santegidiesi, infatti, soprattutto nell’ultimo periodo hanno subito non poche diffide, alcune pretestuose in quanto comminate per vicende che nulla avevano a che vedere con fatti di stadio.

Dall’altra parte, i tifosi del Lanciano si presentano numerosi, in circa 150 unità, a bordo di pullman, van e auto. Entrano nel loro settore alla spicciolata, in controtendenza rispetto a quanto ormai molti gruppi fanno, che come un corpo solo prediligono ingressi trionfali, compatti e ordinati, sicuramente più scenografici ma meno spontanei. Attaccano vari drappi, tutti molto curati, tra cui spicca quello dei Lancianesi, attualmente unica sigla ultras attiva nella città frentana, oltre a “Curva Sud Angelucci”, che rappresenta invece l’incubatore di tutto il movimento ultras rossonero, anche di coloro che, magari rimasti orfani del proprio gruppo, preferiscono riconoscersi in nomi collettivi piuttosto che indossare una nuova sciarpa. Da segnalare anche lo striscione in PVC “Scrofa presente”, storico componente del gruppo Vecchia Guardia ’85 ormai disciolto.

Il loro tifo ha un’impronta differente rispetto a quella dei padroni di casa, più colorato e coreografico. Quando le squadre entrano in campo, espongono in basso lo striscione “All’assalto frentani“, tenuto in alto da aste di bandiere che, dopo essere stato srotolato, viene circondato da bandierine con i colori sociali rma “spezzate” dal bianco, creando così un effetto visivo di grande impatto.

Per quanto riguarda il match sul campo, i padroni di casa della Santegidiese passano in vantaggio con un gol che fa esplodere tutta la tribuna. Tuttavia, il Lanciano non perde tempo e, con grande determinazione, riesce a pareggiare i conti. La Santegidiese però, dopo una ripresa ricca di emozioni, trova il gol del definitivo 2-1 che sancisce il suo trionfo. Un risultato che non solo conferma la forza della squadra, ma segna anche un passo importante nella corsa per il vertice del campionato.

A fine partita si registrano alcune piccole scaramucce tra le opposte tifoserie, quando i rispettivi gruppi, dopo aver salutato i propri giocatori e ripiegato il materiale, si dirigono verso l’uscita. Il servizio d’ordine, piuttosto impreparato, invece di scaglionare i flussi finisce per farli incrociare con le criticità del caso, poi però rientrate.

A pochi chilometri di distanza, invece, gli agenti impiegati ad Ascoli hanno vissuto una giornata di totale relax: la gestione dell’ordine pubblico, in assenza di una delle due tifoserie, non presenta ovviamente alcun tipo di rischio. Viene quindi spontaneo chiedersi perché si scelga di impiegare così tante risorse in partite dove difficilmente possano verificarsi incidenti, sottraendole invece a match che, indipendentemente dalla categoria, presentano rischi ben più elevati. La risposta forse è che, comunque vadano le cose, il capro espiatorio a cui dare tutte le colpe c’è già.

Michele A. D’Urso