Sempre più angusti gli spazi per i tifosi in trasferta sulle piste da hockey svizzere.

MASSIMO SCHIRA
Che i tifosi ospiti stiano davvero diventando un peso sulle piste da hockey svizzere? Di sicuro, poco ci manca, tra società che riducono via via il numero di posti a disposizione per gli habitué delle trasferte, settori sempre più angusti, con scarsa visibilità sul ghiaccio e sistemati dentro autentiche gabbie. Certo, a spingere club come il Losanna ad andare in questa direzione ci sono anche stati episodi spiacevoli, tuttavia il calo da 900 a 180 posti disponibili appare davvero drastico. E destinato, a quanto pare, a fare scuola, visto che, per ragioni diverse, anche Berna, Bienne (nel nuovo stadio) e Friborgo stanno seguendo le orme dei vodesi, mentre a Ginevra i biglietti per gli avversari sono già oggi solo 150.

Una tendenza che contagerà anche il Ticino? Domanda che il Caffè ha girato ai direttori generali di Lugano e Ambrì Piotta. “I casi di Losanna e Friborgo sono significativi anche se diversi – spiega Alain Vetterli, direttore generale dell’Hcap Ambrì -. A Malley hanno avuto grossi problemi con l’hooliganismo già in Serie B e quindi hanno avuto molta paura al ritorno nella massima serie. La scelta del club, comunque, è legata anche a doppio filo con le indicazioni delle autorità vodesi, anche se va detto che il fenomeno del I direttori di Ambrì e Lugano spiegano un fenomeno in forte aumento, con più costi per la sicurezza tifo violento non è quasi mai dipendente in modo diretto dal numero dei tifosi violenti. Lo si è visto anche in diversi casi recenti. A Friborgo, invece, le cose sono diverse, visto che il Gottéron, di fatto, non ha bisogno dei tifosi avversari. La pista è sempre esaurita, quindi spesso si riducono i posti per gli ospiti”.

Dalle parti della Resega, la scelta di proporre ai tifosi bianconeri una nuova offerta legata alla “curva lago” ha spinto la società anche a limare leggermente gli spazi per gli ospiti. “In generale credo che le dimensioni attuali del settore siano adeguate – precisa Jean Jacques Aeschlimann, managing director del Lugano -. Abbiamo 700 biglietti disponibili, certamente di più rispetto ad altri club e anche se magari per un derby qualche posto manca. Il tasso di occupazione è ragionevole, per cui non ci sono ulteriori riduzioni in vista e quelle di quest’anno non erano certo rivolte a penalizzare i nostri avversari”.

Una linea fondamentalmente condivisa anche dai “cugini” biancoblù. “Alla Valascia, attualmente, ci sono 500 posti per i fan della squadra avversaria, ma tolte le partite di cartello come il derby, il settore non è mai pieno – osserva Vetterli -. Il che induce evidentemente la società a delle riflessioni, perché l’occupazione della pista è molto buona e anche garantire un po’ più di comodità ai nostri tifosi potrebbe risultare una scelta positiva”.

Per alcuni club svizzeri, la spinta verso settori ospiti di dimensioni molto ridotte è arrivata con la necessità di avere maggiori garanzie per la sicurezza. “Capisco bene questo genere di ragionamenti – afferma Aeschlimann -, perché più tifosi ospiti generano la necessità di avere più agenti di sicurezza e quindi i costi lievitano. Penso, però, che il calcolo tra costi e benefici andrebbe analizzato in modo più globale. In questo senso ora a Lugano siamo contenti della soluzione trovata e sul tavolo non ci sono cambiamenti di rilievo in vista”.

Per una società come l’Ambrì Piotta, che sta invece iniziando l’iter per la costruzione di una nuova struttura, la valutazione sull’importanza da assegnare allo spazio riservato ai tifosi ospiti assume in prospettiva parecchio peso. “Credo che nella nuova pista il settore ospiti sarà garantito – conclude Alain Vetterli -. Eliminarlo non sarebbe corretto nei confronti di quel sano antagonismo che fa parte integrante dello sport. A livello numerico, però, credo si andrà verso una diminuzione dello spazio, rendendolo più gestibile e modulare. Magari anche rinunciandovi quando le partite non sono a rischio, permettendo a tutti i tifosi l’accesso alla pista indistintamente. Ma queste decisioni non posso certo prenderle io”.
“Nelle partite di calcio 5% dei posti per i rivali”
Se l’hockey piange il calcio non ride. A livello di Super League i costi per la sicurezza si fanno sempre più ingenti, ma la proposta di una riduzione dei posti per i tifosi ospiti, anche per garantire che tutto vada liscio all’interno degli stadi, non solleva entusiasmi. Un ‘idea che non piace a Gerold Dünki, responsabile della sicurezza del Fc Basilea: “Non ci pensiamo neppure! La Swiss Football League ci impone che almeno il 5% dei posti siano destinati ai tifosi ospiti. Anche se attualmente abbiamo qualche spazio in più rispetto al minimo richiesto, non intendiamo ridurre questi settori”. Va anche detto che non sempre quello spazio è molto frequentato, ma occorre comunque pensare a quando invece l’affluenza è massiccia.

“Per noi la vera prova del nove è quando arrivano le squadre di Zurigo – riprende Dünki -, fra le tifoserie c’è un’antica rivalità e lo spazio a disposizione di Grasshopper e Fc Zurigo spesso scarseggia. In quelle occasioni il nostro servizio di sicurezza è spesso messo a dura prova. Non sempre, però, più gente significa più violenza: dipende dall’ambiente e dall’andamento della partita. Per questo siamo contrari ad impedire ai tifosi ospiti di venire a Basilea. Una decina di scalmanati possono creare più problemi di qualche centinaio di fans tranquilli”. Venendo ai costi, inutile dire che sono ingenti. “Solo per la sicurezza esterna versiamo alla polizia 1 franco e 80 per ogni persona che entra allo stadio. Con una media di 20.000 spettatori significa che spendiamo 36’000 franchi a partita, circa 700’000 a stagione. Senza contare che abbiamo a libro paga 250 steward a 25 franchi l’ora per 5 ore”.

Anche a Rémy Kottelat, delegato per la sicurezza presso la Swiss Football League, non piace l’ipotesi di ridurre i posti degli ospiti. “Nei nostri campionati è molto raro che lo stadio sia pieno e che il settore ospiti registri dei vuoti commenta -. Succede invece spesso, specialmente in Romandia, a Sion e Losanna, che i tifosi della squadra in trasferta vadano ad occupare completamente gli spazi a loro disposizione”. Quindi l’equazione meno tifosi ospiti uguale meno problemi non regge. “Non c’è una regola fissa – nota Kottelat -. Durante le ispezioni prepartita ci possono essere problemi sia negli spazi per i padroni di casa sia in quelli per gli ospiti. Direi che è l’importanza dell’incontro a dettare il grado di pericolosità”. I concetti di sicurezza negli stadi sono molto precisi, pur lasciando un discreto spazio di manovra. “Fermo restando il rispetto delle direttive, il club ospitante può adattare il suo dispositivo di sicurezza. Il principio vuole che il tutto sia comunque proporzionale e razionale rispetto alle circostanze contingenti”, sottolinea Kottelat. E Dünki aggiunge: “Quando negli stadi arrivano certi personaggi, l’attenzione deve comunque rimanere altissima. Non si è mai sicuri al cento per cento che non ci sia qualcuno che venga a rovinare la festa a chi vuole invece trascorrere qualche ora spensierata guardandosi la squadra del cuore”. o.r.

[Fonte: Il Caffè]