«Se mai qualcuno capirà, sarà senz’altro un altro come me…», così cantava Rino Gaetano e così la penso anche io.

Numeri più o meno ristretti e ricambio generazionale difficile rendono meno semplice anche l’ordinaria amministrazione. Questo vuol dire essere ultras di provincia. Niente stadi moderni o palcoscenici mozzafiato.

Quello che mi ha colpito è stata l’umiltà e l’onestà nel raccontarci le nostre realtà, e nel trovare punti in comune con i gruppi con cui ci siamo confrontati.

Nessuna mania di protagonismo, nessuna esaltazione nei racconti, nessun senso di superiorità nei confronti degli avversari e rivali.

La consapevolezza che ogni episodio su cui ne è nato un confronto o un ascolto, che ci ha visti protagonisti, nel bene o nel male, ha scritto una piccola pagina di quel mondo che ha ancora tanto amiamo e che almeno a queste latitudini ha del buono da salvare e da portare avanti.

PER SEMPRE ULTRAS.