La società ha denunciato il fatto e la Digos avrebbe già identificato il responsabile. Si attende l’esito delle ultime analisi sui filmati

ultras-hellas-verona-giallobluIn guerra si direbbe colpito da fuoco amico. Il contesto è decisamente meno pericoloso, ma la battuta ci sta su quello che quello che è accaduto a un tifoso dell’Hellas, ferito alla testa da un sedile lanciato in aria da un altro tifoso. Da un tifoso della sua stessa squadra: l’Hellas.
Ha sporto denuncia contro ignoti il quarantacinquenne veronese R.T., che allo stadio Bentegodi aveva iniziato ad andare con il suo papà quarant’anni fa.
L’uomo è stato ferito il 20 ottobre, in occasione di Hellas-Parma quando Jorginho ha battuto il calcio di rigore, andando in rete (partita vinta dall’Hellas con un 3-2.
Qualcuno dietro al tifoso in questione ha esultato troppo, ha sradicato un seggiolino e lo ha lanciato.
L’oggetto è finito in testa all’uomo che era seduto nel settore «S», della tribuna superiore Ovest, ferendolo.
«Non appena sono stato colpito, istintivamente mi sono alzato, ma per crollare a risedermi per la forte botta. Mi sono portato la mano alla testa e me la sono trovata insaguinata.
In cinque minuti la Croce Verde era a soccorrermi, mi hanno portato al posto medico dello stadio e da lì, in ambulanza in ospedale dove sono stato suturato con sette punti«, racconta il ferito.
«Nell’immediatezza del fatto quelli che erano con me sono saliti più in alto, per cercare di capire chi fosse stato a lanciare il seggiolino, che se mi avesse colpito alla base della nuca mi avrebbe ucciso, ma c’è stato un rimpallo di responsabilità».
I poliziotti della Digos, mercoledì sono stati in quel settore dello stadio, per cercare di individuare il colpevole.
«Non è la prima volta che da sopra di noi piove qualcosa, quei tifosi sono soliti anche a lanciarsi addosso tra loro, ma non era mai caduto qualcosa di tanto violento. Inoltre noi andiamo allo stadio con i bambini. E di solito sono dietro a noi, tra l’altro verso il fine partita si alzano in piedi sui seggiolini, perchè sono stanchi di restare allo stadio, è andata bene che quella domenica di ragazzini ce n’era soltanto una, che si è molto spaventata e non riuscivano a fermarne il pianto e non vuole più venire alle partite».
Il veronese s’è rivolto a un avvocato per farsi tutelare, che a sua volta ha informato la società con una lettera inviata via fax.
«Rammarica che l’Hellas non si sia interessata alla vicenda nonostante sia stata informata», ha detto l’avvocato Massimo Belligoli, «quello che sè successo al mio cliente è particolarmente sgradevole ed è la dimostrazione che questo genere di tifosi è violento fine a sè stesso». Dal canto suo la società rimanda al mittente l’accusa. «La società non appena è stata informata ha aperto il danno con l’assicurazione e s’è rivolta alle forze dell’ordine che già si sono attivate per identificare il colpevole grazie alle telecamere. Che dovrebbe essere già stato individuato, e che se fosse, pagherà di tasca propria per il danneggiamento e in sede penale per le lesioni», dichiara il direttore generale Giovanni Gardini, «non ci siamo fatti carico di informare l’avvocato, ma ci siamo attivati subito».

Alessandra Vaccari

[Fonte: L’Arena]