Tira brutta aria a Padova. La squadra annaspa pesantemente, la società è nell’occhio del ciclone per questa annata sciagurata, i tifosi non le hanno mai madate a dire, per cui adesso, la stessa società biancoscudata pare essere passata alla ripicche e ai colpi bassi. Anziché distendere gli animi, c’è chi butta benzina sul fuoco. Poi, ovviamente, quando a determinate azioni corrispondono delle reazioni, i cattivi sono sempre da una parte sola…

PadovaLatinaPADOVA. È un vero e proprio “giallo” quello scoppiato sugli spalti dell’Euganeo nel corso della sfida di sabato Padova-Modena. Giallo come la pettorina degli steward, contro i quali viene puntato l’indice di diversi tifosi. Siamo nel settore di Tribuna ovest lato sud, dirimpettaio rispetto alla “Fattori”, al fianco della tribuna centrale, dove si riuniscono solitamente i tifosi di vari club organizzati. Poco prima dell’inizio della partita alcuni sostenitori si alzano in piedi tenendo in mano uno striscione con scritto “Meritatevi la maglia”. Un invito ai giocatori a sputare l’anima in campo, dopo quanto successo a Latina, quando al termine della bruciante sconfitta per 3 a 0 la maggior parte di loro si tolse la maglia su richiesta degli ultras (una trentina) presenti al “Francioni”. Ma dopo circa un quarto d’ora uno degli steward addetti al controllo di quello spicchio di stadio si avvicina ai tifosi, avvertendoli di avere il mandato per far togliere lo striscione. E lo sequestra.

L’episodio ha scatenato l’ira di diversi spettatori, che hanno denunciato sui vari social network quanto successo.

«Lo striscione non era mio, ma di alcuni miei vicini di posto, che mi hanno chiesto di aiutarlo ad esporlo», rivela Maurizio, fedelissimo biancoscudato. «Dopo aver controllato che quanto vi era scritto non fosse offensivo, ma che oltretutto fungesse da sprone alla squadra, l’ho retto anch’io. Quindi si è presentato lo steward dicendo che aveva l’ordine di rimuoverlo e se l’è portato via. Se non si può nemmeno scrivere “Meritatevi la maglia”, vuol dire che qualcosa non funziona, non solo allo stadio ma nel Paese in generale. Non voglio mettere più piede in uno stadio “modello Pinochet”». Episodio confermato da altri testimoni, a cui ha fatto seguito la rimozione di un altro foglio attaccato alla vetrata dello stesso settore. Foglio sul quale c’era un disegno di Pinocchio fatto a mano, con la scritta “Penocchio vattene”.

«Lo stesso steward di prima», continua Maurizio, «ha preso il foglio e cercato di portarselo via, al che ne è nata una discussione con l’autore del disegno, che voleva tenerselo e che denuncia di essere stato anche identificato successivamente dalle forze dell’ordine».

Ma perché sono stati rimossi degli striscioni per nulla offensivi o discriminatori? Di prassi per esporne uno allo stadio la procedura prevede che la foto dello stesso sia mandata alla Questura, la quale ha l’obbligo di autorizzare o meno ad esibire quanto scritto. Spesso, però, gli striscioni vengono visti e controllati direttamente allo stadio e, quando non sono offensivi, le forze dell’ordine li lasciano passare. Solitamente l’ordine di rimuovere gli striscioni esposti arriva dal Gos (Gruppo operativo di sicurezza), ma ieri fonti della Questura assicuravano di non aver dato mandato di far togliere striscioni. L’input, quindi, può essere arrivato solo da qualcuno all’interno del campo o dalla stessa società biancoscudata.

[Fonte: Il Mattino]