Dopo due anni e mezzo, fra pandemia e interruzione del campionato, torna il derby fra Subbiano e Capolona. Due paesi divisi da un ponte con il fiume Arno a fare da spartiacque e con una rivalità molto sentita e antica come testimoniano le immagini in bianco e nero con i subbianesi in corteo verso “Cuba”, questo il soprannome con cui identificano Capolona, dall’acronimo del Commando Ultras Bianco Amaranto.

Le due squadre militano attualmente nel Girone E del Campionato di Prima Categoria Toscana, occupando entrambe posizioni medio alte in classifica. Per l’occasione il terreno di gioco appare in tutta la sua bellezza in quanto è stato ripiantato con erba invernale. La cornice di pubblico è davvero notevole considerando che causa Covid la capienza è ridotta all’85%.

I tifosi del Capolona optano per il corteo a piedi che tanto piace al sottoscritto in termini fotografici. Durante il tragitto non mancano sfottò verso i rivali con fumogeni e torce a fare atmosfera. Prima dell’ingresso delle squadre in campo, gli ultras gialloblè di casa invece, esibiscono un bellissimo bandierone con al centro il Giano Bifronte, simbolo comunale rivisitato in chiave ultras dipinto rigorosamente a mano, mentre gli ospiti enfatizzano il momento con una sciarpata.

Sugli spalti non c’è un attimo di tregua con cori, battimani e con lo sventolio incessante delle bandiere. In campo la squadra amaranto parte forte ma con il passare dei minuti il Subbiano prende le misure e una decina di minuti dalla fine del primo tempo passa in vantaggio, fra la gioia e il tripudio dei tifosi subbianesi. Allo scadere poi perviene al raddoppio ad opera di Terzi, su ribattuta dopo un calcio di punizione eseguito da Rubechini.

A inizio secondo tempo gli ultras del Subbiano esibiscono una coreografia composta da bandierine e ancora una volta il colpo d’ occhio è davvero notevole. Il tifo vocale è incessante e anche se i tifosi ospiti calano notevolmente d’intensità, i padroni di casa danno sfoggio di una prova davvero maiuscola fatta di continui cori e incessanti battimani.

In campo ormai c’è solo il Subbiano, si attende solo la fine della partita quando dagli spalti si alza il coro di scherno “Cosa siete venuti a far…” seguito da una sciarpata. Al triplice fischio i giocatori del Subbiano ringraziano i propri tifosi per l’apporto dato quest’oggi e comincia così la festa che si protrarrà per diverse ore. I tifosi del Capolona invece lasciano lo stadio mesti, vista la pesante sconfitta subita. Spettacoli come questi fanno davvero apprezzare il calcio dei campionati dilettantistici dove tutto è vissuto con sana e genuina passione lontano da interessi di ogni genere.

Sauro Subbiani