Dopo la pesante sconfitta rimediata a Monopoli, il Taranto è chiamato al pronto riscatto, ma si ritrova al cospetto di un avversario che non è però di quelli che, alla vigilia, fanno dormire sogni tranquilli. Sfumato l’obiettivo ai playoff nella scorsa stagione, i calabresi puntano al salto di categoria e quest’anno sono partiti tra l’altro subito con il piede sull’acceleratore. Se il Taranto infatti ha subito 4 gol nella prima di campionato, i giallorossi ne hanno rifilati altrettanti al malcapitato Picerno e quella dello “Iacovone” sembra profilarsi come la classica sfida tra Davide e Golia. Il risultato finale poi, non farà altro che confermare i sospetti iniziali: troppo forte il Catanzaro e troppo debole il Taranto che dopo questo incontro esonererà anche il tecnico Di Costanzo, rimpiazzandolo con il vulcanico e spesso controverso Eziolino Capuano. 

Se sul rettangolo verde non c’è stata partita, altrettanto non può dirsi del match giocato sugli spalti, sicuramente più equilibrato: dalla Calabria sono arrivati circa 300 tifosi che, dopo aver sistemato gli storici striscioni, sono partiti subito forte con il tifo fatto di manate continue e sventolio costante dei loro bandieroni a far da contorno ad una prestazione di livello. Nel corso del match non sono mancati cori di scherno ai tarantini, rivalità storica quella con i pugliesi, alimentata anche dai tanti match che negli ultimi trent’anni hanno visto contrapposti i due club, sempre alla ricerca del definitivo rilancio che però tarda ad arrivare.

I tarantini, pur andatasi modificando nell’ultimo periodo, hanno presentano la loro solita “formazione”, composta da una parte dai gruppi della Curva Nord e dall’altra dalla Gradinata che ha avuto una sua non indifferente crescita nelle ultime stagioni, a conferma della bontà del loro progetto. Il risultato finale, un secco 3-0, ha influito sull’intensità della prestazione dei pugliesi che, seppur costante, ha risentito inevitabilmente del pesante score.

Foto di Fabio Mitidieri
Testo a cura della Redazione