Come di consueto per raggiungere Terni opto per il comodissimo treno. Poco più di un’oretta e dalla Capitale sono nel capoluogo celebre per le acciaierie e – per l’appunto – le Fere. La Ternana vive un ottimo momento sportivo, con l’avvio di campionato che ha regalato ai rossoverdi le prime posizioni della classifica, contribuendo a riaccendere il sogno della Serie A che a queste latitudini manca dagli anni ’70.

Avversaria di turno è il Palermo, ritornato quest’anno a calcare i campi della cadetteria. Tra le due tifoserie non corre buon sangue, anzi. In passato questa sfida è stata teatro di incidenti e turbolenze, con lo striscione Gladiatori finito in mani ternane. Inoltre sono curioso di vedere all’opera il nuovo corso dei palermitani, che sembrano aver strutturato un bel movimento al seguito dei rosanero. Gli ingredienti ci sono tutti, non mi resta che ritirare l’accredito ed entrare sulle gradinate.

Orfani ormai di torce e fumogeni, bisogna accontentarsi di sbandierate e stendardi all’ingresso delle squadre in campo. Le due curve di casa provano da subito a riscaldare l’ambiente, mentre i supporter siculi stanno ancora sistemando tutto il materiale. Se l’accento va posto sul nuovo corso ultras rosanero, un discorso di merito va fatto anche per la Nord di Terni. Un settore che lentamente, con pazienza e con evidente lavoro, è riuscito ogni anno a mettere un tassello in più, crescendo e divenendo di fatto la curva di riferimento del tifo umbro.

Non me ne voglia nessuno, riconosco assolutamente il valore storico della Est e tutto ciò che ha apportato al mondo ultras nostrano, ma al contempo devo dare atto ai ragazzi della Nord di aver avuto la caparbietà e il coraggio di ricostruire le fondamenta per un progetto importante e solido, per giunta al di fuori della storica roccaforte del tifo ternano. Un cambiamento che appare palese anche dal mondo di affrontare le trasferte, molto più inquadrato e numeroso rispetto al recente passato. Ripeto, non voglio far paragoni con questo passato, ma penso anche sia necessario oggigiorno guardarsi in faccia e capire cosa è davvero utile per dar linfa alla propria curva e cosa invece forse è meglio accantonare, per evitare ulteriori dissidi e divisioni.

Dove voglio arrivare? Senza troppi giri: forse l’aver limitato – se non estromesso – il discorso politica dalle gradinate alla lunga si è rivelata una scelta saggia. E lo dico a prescindere dalle ideologie, ma da persona che nella politica in curva ha sempre visto un elemento divisorio. O comunque un qualcosa a cui dedicare del tempo anziché spenderlo durante la vita di curva che nel mio immaginario è sempre propedeutica al proprio settore e all’ideale città/squadra sostenuto.

Sta di fatto che i passi da gigante della Curva Nord sono sotto gli occhi di tutti e anche oggi ne avrò conferma grazie a una bella prestazione vocale e anche a un discreto numero di persone portate nel settore a tifare.

Parlando di coraggio nei cambiamenti poi, non posso che introdurre la tifoseria ospite. Anche la Nord del Barbera negli ultimi anni ha infatti visto cambiamenti epocali, finendo per trovare una quasi totale unità di curva che per tanti anni è parsa impossibile. Unità apprezzabile specie in trasferta, quando tutte le componenti fanno il tifo assieme, superando qualsiasi genere di problema in nome del Palermo e della sua curva. Può sembrare scontato, può sembrare poco. Ma non lo è per niente, soprattutto nel periodo storico in cui va di moda creare mille fazioni, separate, all’interno dello stesso settore.

Inoltre i supporter siciliani sono riusciti a trovare anche una bella dimensione a livello di materiale, con bandiere e stendardi di buona fattura. Un discorso che si traduce, dunque, in un bel salto di qualità: presenze in trasferta che finalmente hanno raggiunto una costanza nei numeri e approccio alle gradinate molto bello a vedersi dal di fuori.

Fare questo discorso per ambo le tifoserie, nello stesso momento in cui tante curve storiche vivono decadenza e sciatteria, fa ovviamente piacere e lascia acceso un lumicino di speranza per il futuro prossimo.

In campo la Ternana stritola gli avversari, concludendo il match sul 3-0 e infiammando letteralmente i presenti al Liberati, che dopo il fischio finale tributano alla squadra un lungo e soddisfatto applauso. Discorso diverso in casa Palermo, con la squadra contestata e mister Corini invitato ad andarsene dopo la terza sconfitta consecutiva.

I titoli di coda sono per le ultime schermaglie tra le tifoserie, che non lesinano insulti e sfottò rivangando nel passato e confermando il fatto che l’antipatia non è affatto sopita.

Simone Meloni