Fra Torino e Sampdoria si è da sempre giocata una partita ad altissimo tasso ultras, peccato solo che il nuovo scenario di limitazioni post-Covid ha ridisegnato anche i contorni di queste appassionanti appendici ai match in campo, dove spesso e volentieri gli ultras riuscivano a giocare la loro partita nella partita che diventava un ulteriore elemento di interesse, se non addirittura il solo lampo di vita quando le squadre decidevano di giocare di fioretto, per spartirsi magari un punticino comodo ad entrambe.

Non esaltante il dato degli spettatori che parla di poco più di 13.000 presenze allo Stadio “Olimpico – Grande Torino” (13.137 per la precisione), ma quanto meno è confortante notare che la Curva di casa non ne risenta particolarmente, offrendo un colpo d’occhio comunque positivo, al netto del fatto che non esponga striscioni. Emblematico che a fronte di una schizofrenica politica delle istituzioni calcistiche, che parlano di riportare la gente allo stadio e poi la vessano con prezzi assurdi e regole comportamentali ancora peggiori pena il daspo (cercare alla voce “Regolamento d’uso degli stadi”), gli unici che ancora resistono e si dimostrano fedeli ben oltre le loro stupide carte di fidelizzazione sono proprio e sempre i tanto vituperati ultras. E nel caso specifico Torino, c’è da aggiungere l’aggravante Cairo, patron dei granata con cui ormai da tempo la tifoseria è ai ferri corti, cosa che ovviamente incide sugli umori della piazza.

Presenza ospite molto meno corposa del passato in virtù della decisione di Ultras Tito e soci di portare avanti la battaglia “O tutti o nessuno”. In sostanza, fino a quando non sarà permesso al 100% dei tifosi di poter entrare, la scelta è quella di non assecondare una via a suo modo contro la natura sociale e aggregativa del tifo stesso. In attesa che comunque si possa ritornare almeno ad una parvenza di normalità, è bello notare che un bel gruppetto di giovani presenti, decide di compattarsi nella parte bassa del settore ospiti e sostenere al meglio i blucerchiati.

Peccato che la squadra di D’Aversa non recepisca il messaggio e si faccia dominare dal Toro che apre le marcature con il più classico goal degli ex di Praet e chiude con il 3-0 con cui Belotti, allo scadere, marca la sua 100esima rete in Serie A. Bell’affermazione per gli uomini di Juric e sconfitta che pone il mister doriano sul banco degli imputati, chiamandolo ad un quanto più veloce riscatto.

Foto di Salvatore Izzo.
Testo a cura della Redazione.