La sosta per la Nazionale è l’occasione propizia per concedersi qualche partita nelle serie minori e Trento-Mantova sembra la scelta migliore visto che riesco a raggiungere il “Briamasco” in treno in meno di due ore senza dover fare cambi dalla stazione della mia città. Questo però senza aver fatto i conti con l’Osservatorio e i suoi sgherri che interdicono la trasferta ai mantovani e quando arrivo circa un’ora prima del calcio d’inizio nella stazione del capoluogo trentino, diversi sono i poliziotti che controllano l’eventuale arrivo di tifosi virgiliani.
Visti i precedenti non di certo amichevoli fra le due tifoserie, la disposizione iniziale era in realtà di limitare a 500 biglietti la scorta in vendita nella città ospite. C’ha pensato poi l’invisa propaggine del Viminale a bloccare la vendita e imbastire tutta l’impalcatura di restrizioni per evitare qualsiasi tipo di contatto fra le due tifoserie, implementando un servizio di steward ulteriore in fase di prefiltraggio oltre a quello interno ai settori proprio per scongiurare qualsiasi colpo di coda della tifoseria avversaria. Peccato perché a Mantova la febbre per quest’incontro era alta già da una settimana prima, con tre pullman allestita e tanti altri pronti a spostarsi con mezzi privati o in treno, ma la bruciante beffa arrivata il giorno prima del match ha tagliato le gambe a tutti, inferendo un duro colpo soprattutto all’entusiasmo generale per questo sport e poi ci si lamenta o si piange miseria quando si trovano stadi vuoti. Lacrime di coccodrillo visto che quando si muovono grosse masse per riempirli, l’ipocondriaca gestione dell’ordine pubblico annichilisce ogni spinta positiva.
Guadagnato l’ingresso sul rettangolo di gioco, trovo un ottimo impianto costituito da una tribuna, distinti e due curve di cui quella destinata ai tifosi di casa recentemente ristrutturata con una copertura per cui, allo stato attuale, l’unico settore scoperto rimane quello destinato agli ospiti. Omologato per una capienza di circa tremila persone, lo stadio accoglie quest’oggi circa 1.200 spettatori che chiaramente potevano essere molti di più se chi è preposto al mantenimento dell’ordine pubblico non decidesse sistematicamente di astenervisi.
Anche sui social l’amarezza mantovana è tanta per non aver potuto prendere parte a questa gara, fra le tante lamentele spicca quella attiva del Coordinamento Club che si propone di andare ugualmente a Trento senza nemmeno recarsi in zona stadio ma dedicandosi ad una giornata da turisti nel centro cittadino anche se, già diversi chilometri prima, vengono intercettati dalla polizia e rispediti a casa.
Tornando alla partita, la tifoseria di casa si presenta con due gruppi separati di tifosi, uno nei distinti con 5/6 pezze di piccole dimensione che hanno un approccio più british se vogliano, con un sostegno alla squadra discontinuo e una discreta sciarpata finale mentre la pioggia scende fastidiosa (per fortuna loro) solo in campo. La controparte si posiziona in curva dietro le insegne della “NUOVA GUARDIA TRENTO” che, in osservanza ad un comunicato pubblicato nei giorni precedenti, decide di lasciare vuoto il proprio spazio per i primi trenta minuti in protesta contro le penalizzanti scelte che oggi hanno riguardato nello specifico gli avversari ma nel prossimo futuro (e come ormai avviene già da un passato troppo remoto per conservare un refolo di libertà) potrebbe riguardare anche loro come chiunque altro tifoso d’Italia.
Dopo questa prima parte di gara lentamente la curva si riempie, priva di qualsiasi vessillo ma addobbata con il lungo e inequivocabile striscione: “TRASFERTA VIETATA LA SOLITA CAZZATA”; esposizione seguita dall’esplosione di qualche petardo. Quando inizia la ripresa cambia tutto, si vedono le varie pezze del gruppo, tante bandierine e fumogeni gialloblu a compensare con questa piccola coreografia una giornata che a livello di tifo organizzato ha più motivi di rammarico che di soddisfazione. Purtroppo inizia a piovere ma i tifosi di casa rilanciano, sfidando le avversità atmosferiche cantando a petto nudo e persino con una certa continuità.
La partita in campo finisce 1-1, il Mantova non trova la matematica certezza della serie B nemmeno nell’uovo di Pasqua, visto che nel successivo incontro in un “Danilo Martelli” esaurito in pochissimo tempo, alla presenza di oltre 7.000 spettatori, spreca il secondo match ball non andando oltre l’ennesimo 1-1 contro lAtalanta U23, ma con un vantaggio di dieci punti a quattro giornate al termine è ormai una questione di attimi.
Luigi Bisio




























