Erano gli anni di ‘Like a virgin’ di Madonna e di Margaret Thatcher, la Lady di ferro inglese, quella che diede un buon colpo di grazia agli hooligans per intenderci. Siamo in pieno periodo edonista, la donna comincia a incarnare la figura di una persona forte e indipendente, in cerca di affermazione e libertà. Era proprio il 1985 quando nasceva uno dei primi club di tifoseria rosa d’Italia, quello delle “Fedelissime” granata, una vera rarità per quei tempi in cui lo stadio veniva (ancora) considerato una prerogativa ad uso prettamente maschile. Posizionate in quei tempi nei distinti del Vestuti sulle scale, da allora non hanno mai saltato una partita, in casa come in trasferta, combattendo anche contro chi le additava in modo poco gradevole.

“All’inizio eravamo solo in otto ragazze perché tutte avevano paura o vergogna del parere degli altri – ha spiegato ai nostri microfoni la signoraCeleste Bucciarelli, l’anima del club che, in compagnia dell’inossidabile signora Maria, gira lo stivale in lungo e in largo – Poi a via Diaz siamo diventate cento, ora siamo rimaste in poche”. In occasione della giornata del 25 novembre, designata dall’ONU come giornata internazionale contro ilfemminicidio, il match di domenica Salernitana – Frosinone sarà interamente dedicato alle donne. I calciatori scenderanno in campo indossando la T-Shirt del Ministero dell’Interno ideata per la giornata. Le donne potranno usufruire di uno sconto speciale per i settori Tribuna Azzurra, Verde, Rossa e Vip.

“Fossi stata nelle vesti della società le avrei fatte entrare gratuitamente, anche solo per questo match. Ultimamente vedo molte più ragazze allo stadio, questa cosa mi fa molto piacere – prosegue – È tutta una passione, basta andare una volta allo stadio e la Salernitana ti rimane nel cuore. Forse oggi preferiscono andare con il fidanzato o con amici, ma a me piacerebbe fare un gruppo di sole ragazze e organizzare dei pullman così come facevamo noi una volta. Il futuro sono i giovani, noi veterani dobbiamo cominciare a metterci da parte”.

Settantatrè anni e non sentirli, la signora Celeste è la stessa di trent’anni fa, quando nasceva lo storico club, ora ubicato in via Luigi Cacciatore, nei pressi dello stadio Vestuti. “Ci sono molti club femminili in Italia, penso a Pescara, Perugia, il club della Sampdoria, del Genoa, molti altri invece hanno chiuso. Noi facciamo e faremo dei sacrifici fino all’ultimo. Fino a quando ci sarò io il club sarà sempre aperto, anche se resteremo in due. Io e la signora Maria andiamo insieme alle trasferte, abbiamo girato tutta Italia, le altre del club non vengono quasi mai. Con la Serie D abbiamo seguito anche il Salerno Calcio e siamo andate in Sardegna quattro volte. Aneddoti? Andammo a Palermo da sole e, nel vedere lo stadio colmo, ci preoccupammo di tornare a Salerno sane e salve, ma poi non ci fu alcun problema. A Catania con l’aereo avevamo i nostri giubbotti granata con la scritta “Le Fedelissime”. In un bar ci invitarono a toglierli per stare più tranquille, ma noi non abbiamo voluto saperne niente e li abbiamo tenuti. A Taranto ci fecero addirittura mettere dei caschi. Se ho mai avuto preoccpuazioni? Me la sono sempre vista da sola. Non è la stessa cosa vedere la partita per televisione o radio. Il consiglio che do alle ragazze è di non mettersi mai nella calca se succedono scompigli, basta tenersi sui lati e non si rischia niente”. 

Dopo i ricordi c’è sempre posto per uno sguardo al presente. “Sono contenta dell’era Lotito-Mezzaroma. Dobbiamo ringraziare Lotito perché se non avesse comprato la società non saremmo ritornati a questi livelli dopo il fallimento. Chi prende la Salernitana lo fa sicuro per suoi interessi, ma questo vale per ogni squadra, noi intanto ringraziamo che ci sia. Perrone? Una persona seria e competente, nella partita scorsa ha fatto due cambi strategici, è entratoMendicino e ha segnato, un gol straordinario, irripetibile. Poi c’è Mancini: ora è tornato e deve dimostrare quanto vale. Abbiamo tutte le carte in regola per vincere il campionato, dobbiamo uscire da queste categorie che non ci competono. Salernitana-Nocerina? Io c’ero. Credo che i tifosi nocerini non avevano serie intenzioni di venire allo stadio, altrimenti avrebbero fatto come noi ai tempi del Siberiano, quando trovavamo il modo per entrare sempre e comunque” . E poi tante altre cose che non si possono dire. Orgoglio, senso di appartenenza, spirito di sacrificio e abnegazione. Le ‘ultras granata’ in rosa non sono mai da meno, lì dove una lacrima scende per i disagi, le offese ricevute e le lotte di emancipazione affrontate.

[Fonte: Solo Salerno]