“Chi ha la tessera del tifoso potrà assistere a tutte le partite in trasferta della propria squadra del cuore, gli altri resteranno a casa a sentire la radio”. Sono state queste, in estrema sintesi, le dichiarazioni rese agli organi di informazione da parte del presidente della Lega Pro Mario Macalli alla vigilia dell’inizio del nuovo campionato di Lega Pro, un mese contraddistinto da infinite polemiche e da una serie di divieti e restrizioni che hanno acuito il clima di malumore e rabbia che si respira nel mondo ultras italiano.

Mentre l’anno scorso il derby Nocerina-Paganese è stato giocato a porte chiuse, in campo neutro e fuori regione, quest’anno si è aperto nel peggiore dei modi: scarsa disponibilità di biglietti per la trasferta di Barletta, con il GOS che non ha inviato a Salerno altri tagliandi nonostante le centinaia di richieste da Salerno, impossibilità anche per i tesserati di acquistare il ticket per Ascoli per problemi di codice ed in assenza dell’ok delle forze dell’ordine, una procedura cervellotica e che, obiettivamente, ha scoraggiato tantissime persone che ormai sono stanche di un calcio che allontana sempre più la gente dagli spalti. Ieri, in realtà, erano circa 250 i tifosi granata presenti nel settore ospiti, alcuni dei quali sprovvisti di Supporters Card e muniti di regolare biglietto (acquistato il sabato o ai botteghini la domenica stessa), ennesima sconfitta per una sorta di schedatura che non piace più a nessuno, che non fornice alcun tipo di garanzia e che non risolve affatto i problemi di uno sport che penalizza puntualmente la sua componente più importante.

“Trasferta vietata a chi è di un’altra regione, questa non è discriminazione?” lo striscione esposto dagli ultras ascolani nel corso della gara, chiaro riferimento ai recenti accadimenti che hanno riguardato, nello specifico, le tifoserie di Roma, Lazio e Milan e riportato alla ribalta il tema della discriminazione territoriale. In merito, per il prossimo fine settimana, dalla A alla D, è stato indetto lo sciopero del tifo in tutti gli stadi d’Italia, ma la riapertura di “San Siro” e la riunione tra i vertici del calcio indetta per il prossimo 17 ottobre che dovrebbe specificare meglio determinate normative potrebbero far tornare gli ultras sui propri passi. Domenica, come noto, la Salernitana gioca in casa ed in tanti si dicono pronti ad affollare ugualmente il principe degli stadi per garantire massimo sostegno ad una squadra che, mai come in questa fase, ha assolutamente bisogno del tifo della Sud. “Scioperare per una partita non risolve il problema, pensiamo a noi e riempiamo l’Arechi” uno dei pensieri più diffusi ed espressi da decine di persone attraverso il web ed i social network e tra questa sera e domani mattina anche gli ultras granata ufficializzeranno la propria posizione. Qualora venisse confermato lo sciopero, potrebbe aderire anche il Centro di Coordinamento Salernitana Clubs, mentre resta da capire la posizione dei 4750 abbonati.

[Fonte: Granatissimi.com]