L’ottimo avvio di stagione della Virtus Francavilla, vittoriosa in tutti gli incontri sin qui disputati in questo girone H della serie D, ha fatto sì che la recente delusione maturata al termine della passata stagione, che l’ha vista retrocedere dalla serie C alla serie D, pian piano sembra essere stata metabolizzata, lasciando spazio a una ventata di ritrovato entusiasmo.
La gara che quest’oggi va in scena allo stadio Nuovo Arredo Arena, più tradizionalmente conosciuto come Giovanni Paolo II, è una di quelle che suscita un largo margine di interesse: da un lato la Virtus che avanza come un rullo compressore, dall’altra i campani dell’Acerrana protagonisti anche loro di un avvio di stagione sicuramente positivo, neopromossi in serie D dopo aver vinto lo scontro diretto contro l’FC Pompei Calcio nel campionato di Eccellenza Campania e ritornando così in questa categoria a distanza di diciannove anni.
La Curva Sud, dove prendono posto gli ultras di casa, non appare ovviamente piena in ogni ordine di posto come nei suoi tempi migliori, ma centralmente vede formarsi un bel quadrato che si dà un gran da fare, offrendo un sostegno continuo e deciso per tutti i novanta minuti. Nel complesso ottima la loro prestazione grazie a una buona partecipazione dei presenti. Molto frequenti risultano le manate, che sono servite spesso per ricompattare il settore, il tutto assortito da una degna nota di colore regalata dai bandieroni in continuo movimento. Così come avvenuto in molte curve italiane, anche gli ultras del Francavilla espongono uno striscione in cui si richiede verità per Denis Bergamini, calciatore del Cosenza morto nel 1989 in circostanze misteriose e il cui caso, prima archiviato e poi riaperto, sembra arrivato in queste settimane ad una svolta importante.
Dall’altra parte la presenza ospite è quella che maggiormente suscita la mia attenzione, non avendoli mai visti all’opera fino ad oggi. Poco più di una trentina le presenze che, una volta compattate all’interno del settore formando un quadrato quasi perfetto, sono artefici di una gran prova: ripetuti battimani e cori secchi in cui, a più riprese, verranno esortati gli undici in campo ad onorare i colori e la città. Nonostante il risultato di svantaggio nella seconda parte di gara, il tifo dei campani non ne risulta condizionato persistendo nella sua continuità e costanza, senza mai conoscere pause. Parliamo di realtà minori ma la passione è quella da Ultras con la U maiuscola, piccole iniezioni di fiducia e speranza in questo periodo storico in cui il senso primario di questo stile di vita è offuscato da zone d’ombra piuttosto inquietanti.
Testo e foto di Catello Onina








