Domenica 1 dicembre, allo stadio Menti di Vicenza, i biancorossi hanno ottenuto una netta vittoria per 3-0 contro la Virtus Verona. Un successo che, complice il pareggio tra Padova e Triestina, riporta il Vicenza a ridosso dei patavini, rilanciando le ambizioni della squadra berica in un campionato ancora aperto. Tuttavia, la vera protagonista di questa serata memorabile è stata la tifoseria, che ha saputo trasformare lo stadio in un teatro di passione, emozioni e ricordi indelebili.
La partita ha coinciso con una celebrazione speciale per i tifosi vicentini. Quest’anno ricorre infatti il 50° anniversario del movimento ultras a Vicenza (che mosse i suoi primi passi nel 1974), un traguardo che racchiude mezzo secolo di amore incondizionato per i colori biancorossi. Innumerevoli sono i ragazzi che hanno animato la curva in questi anni: chi ha vissuto stagioni gloriose e chi ha affrontato con coraggio i periodi più bui della storia sportiva del Vicenza. Eppure, la passione è rimasta immutata, alimentata dalle nuove generazioni che con entusiasmo hanno raccolto il testimone di una tradizione che è appunto diventata storia.
La Curva Sud, cuore pulsante del tifo vicentino, è stata protagonista di una coreografia molto bella che ha abbracciato l’intero settore. Migliaia di bandierine biancorosse hanno creato un’impatti visivo ed emotivo importante, facendo da sfondo a un bandierone raffigurante il leggendario teschio, simbolo dei primi “Ultras Vicenza” degli anni ’70, un richiamo visivo e simbolico alle radici del movimento. Questo momento ha evocato ricordi di un’epoca in cui i ragazzi della Gradinata Sud iniziarono a scrivere la storia del tifo organizzato, il tempo ha poi dimostrato che i valori e l’identità ultras sono una delle poche cose genuine e vere del mondo del calcio.
Durante la partita, un gesto di grande umanità e rispetto ha unito il tifo vicentino a quello pescarese. La Curva Sud ha voluto commemorare Marco Di Marco, conosciuto come “Il Tedesco”, storico leader dei “Pescara Rangers”, scomparso prematuramente. Uno striscione toccante recitava: “Continuerai a guidare l’Impero! Ciao Tedè”, esprimendo il profondo legame tra le due tifoserie e l’importanza dei valori condivisi.
Nel corso della ripresa, la curva ha reso omaggio ai gruppi storici che hanno fatto la storia del tifo vicentino, issando bandieroni rappresentativi di formazioni ormai sciolte, ma mai dimenticate. Ogni bandiera, ogni simbolo raccontava frammenti di un passato glorioso, richiamando alla mente ricordi indelebili di sfide epiche e momenti di pura appartenenza. Un altro momento significativo della serata è stato il tributo a capitan Vladimir Golemić, accolto da cori intensi e calorosi dopo la decisione della commissione medica di non consentirgli di tornare in campo a causa di alcuni problemi di salute. Il sostegno del pubblico ha sottolineato quanto il capitano rappresenti un punto di riferimento per la squadra e per i tifosi.
Anche i “Fedelissimi Vicenza”, posizionati nei distinti, hanno dato il loro contributo all’anniversario esponendo lo striscione: “Da 50 anni Ultras Vicenza”, un omaggio che riassume in poche parole mezzo secolo di amore e fedeltà ai colori biancorossi. Durante il secondo tempo, un altro striscione è stato innalzato per ricordare Marco “Il Tedesco” con la frase: “47 anni fianco a fianco, ciao Marco”, ennesima conferma del legame di amicizia che lega i vicentini ai tifosi pescaresi.
Non è passato inosservato il settore ospiti vuoto. Il gruppo “Virtus Verona Rude Firm 1921” ha deciso infatti di non partecipare alla trasferta come forma di protesta, motivando l’assenza con il seguente comunicato: “Vicenza – Virtus Verona 3-0… e come da tre anni a questa parte, settore ospiti, anche oggi vuoto, zero biglietti venduti, nessun Virtussino al seguito. E sarà così finché nella rosa della squadra figurerà un giocatore già condannato in primo grado a sei anni e mezzo per stupro di gruppo. I nostri valori a difesa dei nostri colori. RUDE FIRM”.
La serata del Menti è stata un piacevole viaggio nel tempo e nella storia, tra cori, bandiere, e striscioni che hanno regalato a tutti i presenti, un assaggio di ciò che era il tifo a Vicenza e ciò che si spera sempre sarà.
Marcello Casarotti



















































