Chiavari è meta di una di quelle trasferte che ricordo ancora molto bene, a distanza di tempo. Pullman da Napoli, cambio a Roma e poi dritto a Genova dove un ultimo Regionale permette finalmente di arrivare a Chiavari. Un totale di 24 ore di viaggio, fra andata e ritorno, per soli 90 minuti di partita: quella volta ad affrontarsi nei play off di serie C c’erano Virtus Entella e Foggia e sicuramente la traversata valse ampiamente la pena.

Quest’oggi, invece, allo stadio “Enrico Sannazzari” è il Palermo a rendere visita ai locali, compagine quest’ultima vista davvero poche volte nella mia vita da fotografo, per cui volendo cercare uno straccio di motivazione valida, anche questa volta c’è una buona scusa per assecondare la passione.

Partita valevole per la 13esima giornata di serie B, viaggio questa volta molto meno impegnativo, partendo dal Piemonte con due amici di Domodossola, ma al di là del minor tempo di percorrenza ci pensano le maggiori tortuosità del percorso a tenerci svegli e reattivi.

Tornare in Liguria è ogni volta balsamo per il cuore, vuoi per la gente o vuoi soprattutto per quel mare su cui si affaccia e che mi fa sentire in qualche modo collegato al mio natio Sud. Dopo una bella focaccia in centro e un bel giro sul lungomare per ritemprarci dal viaggio, ci dirigiamo verso lo stadio.

Guadagnato l’ingresso e buttato un subitaneo sguardo sugli spalti, si vedono già molti tifosi ospiti presenti nel loro settore, molti dei quali provenienti da varie città del Centro-Nord: in una sorta di ricongiungimento familiare, occasioni come queste sono un modo come un altro per mitigare il trauma del distacco dalle proprie radici per motivi di lavoro o studio. Le pezze delle varie anime della Curva Nord palermitana, vengono poco dopo esposte in transenna, in rappresentanza del tifo organizzato. Manca all’appello la Sud, visto che la trasferta era consentita solo ai sottoscrittori della tessera del tifoso rosanero, che gli stessi ultras di quel settore continuano strenuamente a rifiutare. I locali, infine, prendono come da abitudine posto nella Curva Sud di casa, raccolti dietro una pezza con il nome della città e altre di metratura minore della Nuova Guardia o dedicate ai diffidati.

Quando la partita comincia, i locali scaldano subito le ugole roteando un paio di bandiere al cielo, mentre sul versante siciliano si nota ancora un certo vuoto nella parte centrale, lasciata onorificamente a disposizione di Curva Nord 12 e Curva Nord Inferiore che faranno il loro ingresso in scena solo al 15esimo del primo tempo. I primi cori per i rosanero sono bei boati secchi che alternati ad altri motivi più melodici, permetteranno loro di farsi sentire per tutti i primi 45 minuti, anche se proprio allo scadere è l’Entella a portarsi in vantaggio con Tiritiello che insacca su assist di Karic proprio sotto la curva di casa, liberandone ovviamente l’urlo di gioia.

Si va dunque negli spogliatoi con i locali in vantaggio per 1-0 e lo stop sembra incidere sul ritmo del tifo, allorquando è il momento di riprendere a farsi sentire. Nemmeno la partita in campo è troppo entusiasmante con la Virtus che ha tutto l’interessa ad addormentarla e il Palermo che fatica a raddrizzarla. Anche il tifo cala parallelamente nella seconda frazione su ambo i lati, l’ex Venezia trova un guizzo al 13esimo del secondo tempo per pareggiare i conti, ma gli spunti degni di nota non sono tantissimi, così la partita scivola via sino al triplice fischio finale, consegnando agli annali uno scialbo 1-1 che forse scontenta soprattutto gli ospiti, partiti con l’ambizione di giocarsi l’accesso alla Serie A ma ancora incartati in una serie di alti e bassi.

Sul finire di gara bella sciarpata chiavarese mentre i palermitani contestano duramente Pippo Inzaghi e la squadra a causa dell’andamento nelle ultime uscite. Guadagnando la via del ritorno, troviamo un bel tramonto sul mare come perfetto punto finale a questa giornata: Chiavari è proprio una bella città, ma prima che il freddo cali del tutto sulle nostra ossa, troviamo riparo nel caldo artificiale dell’auto con altri 300 km da sobbarcarci. Senza la molla dell’obiettivo che ci muoveva all’andata sembra un viaggio molto più lungo, ma gli interessanti spunti di tifo raccolti sono il miglior viatico per accorciare la percezione del tempo e dello spazio, in attesa di un altro fine settimana di viaggi e di tifo.

Davide Gallo