17-11-2018: Viterbese-Casertana 0-0
Serie C Girone C

Dopo la battaglia estiva a suon di ricorsi orientati a riscrivere ripescaggi, graduatorie, gironi, ci si è ritrovati a circa tre mesi con nulla di cambiato e con squadre che devono recuperare ben otto partite. Una di queste è proprio la Viterbese che fa gli onori di casa ad una Casertana costruita per primeggiare ma ancora bloccata a metà classifica senza un’idea di gioco che faccia sperare in un’inversione di rotta imminente.

Un’ora prima del calcio d’inizio previsto per le 18:30, arrivo in una Viterbo in cui si avverte il primo vero freddo della stagione con soli otto gradi di temperatura. Allo stadio, lo spiegamento di forze dell’ordine è più imponente rispetto ad altre volte: la prima camionetta dei carabinieri staziona all’entrata del parco, comunicante con la via del settore ospiti ed anche le vie limitrofe sono bloccate da macchine della polizia.

Sono molto curioso di vedere i viterbesi all’opera dopo lo scioglimento del gruppo N.S.L.M. (Noi Sopra Le Macerie), vuoto che non so se sia stato riempito o meno da altre entità ultras. La squadra inoltre è partita malissimo ed in tre partite non ha ottenuto nessun punto, tanto da costringere il presidente Camilli ad esonerare Lopez per richiamare al timone mister Sottili, che lo scorso anno aveva portato la Viterbese fino ai quarti di finale dei playoff, eliminata dal Sud Tirol.

Una volta dentro, gli ultras gialloblù prendono effettivamente posto a centro curva in circa sessanta unità, dietro lo striscione U.S. VITERBESE 1908 che già campeggia sugli spalti dell’Enrico Rocchi da qualche anno addietro. Nonostante il freddo ho visto allo stadio più gente delle altre volte, con la tribuna coperta quasi totalmente piena, con il gruppetto degli ANTICHI VALORI sempre al solito posto, ma con meno “pezze” e bandiere di contorno.

Dalla parte opposta i casertani entrano ad una decina di minuti dall’inizio, sistemando subito gli striscioni alla balconata, fra i quali si nota subito la presenza dei loro amici tedeschi del Mainz ed entrambe le anime della tifoseria ternana ai quali i viterbesi dedicano immediatamente alcuni cori ostili.

Entrate le squadre in campo, i padroni di casa srotolano uno striscione per lanciare un messaggio al presidente Camilli: “NON SEI IL SOLO A COMBATTERE ! 3000 KM IN 14 GIORNI !”, alludendo alle prime tre trasferte di Matera (già fatta), Castellamare di Stabia e Vibo Valentia, le prime due oltretutto di mercoledì.

I casertani non sono così colorati, seppur espongano uno striscione contro l’allenatore Fontana, evidentemente contrariati per i risultati scarni della squadra, firmato sia FEDAYN BRONX che THE BLACK SHEEP.

Nel primo tempo i viterbesi appaiono migliorati sicuramente sul piano del colore, mostrando più bandieroni rispetto allo scorso anno, mentre sul piano corale il tifo risulta essere più discontinuo, con pause e cori che vanno ad alternarsi. Nel secondo tempo migliorano sotto l’aspetto corale, pure i battimani saranno più frequenti mentre i bandieroni rimangono alti e sventolati molto insistentemente. Da segnalare un fumogeno rosso e una sciarpata, non troppo fitta ma comunque piacevole.

Passando ai casertani, dopo un inizio tranquillo prendono mano a mano confidenza ed il loro diventa un tifo di qualità con buoni battimani, treni e cori effettuati tutti abbracciati. Verso la fine della prima parte di gara effettuano una bella sciarpata, non fittissima ma comunque bella da vedere, peccato sia il solo acuto a livello di colore.

Nel secondo tempo partono ancora una volta bene, ma il loro tifo va a scemare soprattutto nella parte finale della gara, quando riservano qualche coro poco piacevole al mister Fontana. Al fischio finale, mentre la curva viterbese applaude i propri giocatori per il primo punto conquistato in classifica, dalla parte opposta si contesta ancora il mister, invitato senza mezzi termini ad andarsene. C’è ancora tempo per qualche coro ostile da parte viterbese nei confronti dei ternani, mentre la tifoseria ospite guadagna l’uscita dal proprio settore.

Testo di Marco Gasparri

Foto di Marco Gasparri e Giuseppe Scialla

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