Freddo pungente all’”Enrico Rocchi” di Viterbo dove si disputa il turno infrasettimanale della sedicesima giornata di campionato, alle 20:30 di sicuro un po’ più agevole per chi lavora rispetto alle partite di Coppa Italia giocate di pomeriggio.

Arrivo a Viterbo decisamente in orario ed ho modo di vedere gli ultras gialloblu fuori dalla curva fare aggregazione e distribuire la fanzine, una piacevole forma di resistenza e comunicazione cartacea che in questi tempi è venuta quasi del tutto meno. All’interno, indubbiamente lo stadio “Rocchi” è popolato da più tifosi, sia in tribuna che in curva; anche la parte ultras è sostanzialmente più numerosa e fa quadrato a centro curva. Per contestualizzare, c’è inoltre da menzionare l’andamento incerto in campionato della Viterbese, ultima in classifica ad undici punti, in coabitazione con un’altra gloriosa squadra quale il Messina.

Dalla parte opposta, con mio stupore, vedo oltre una decina di ultras ospiti che appendono due grossi striscioni, uno riportante il nome della propria città a centro curva, mentre gli ultras si posizionano un po’ più defilati dietro uno striscione più piccolo. A livello coreografico sventolano un unico bandierone, mentre il loro tifo si limita a pochissimi cori che poi, per gran parte del tempo restante, lasciano spazio ad ampie pause.

I padroni di casa sono invece più continui nell’incitare i propri beniamini benché le pause ci siano anche nel loro caso. Si fanno vedere per dei battimani a tutta curva che accompagnano i cori e non sono male nemmeno sotto il profilo del colore, sventolando di buon grado i bandieroni così come le bandiere.

La partita in campo non è certo vibrante, le occasioni arrivano con il contagocce e lo 0-0 a fine primo tempo ne è la giusta conclusione. Nel secondo tempo gli ultras ospiti effettuano più cori, sventolando il bandierone a colorare la piccola porzione del grosso settore ospiti. Le pause ci sono sempre ma molto meno rispetto alla prima parte di gara. I viterbesi si fanno nuovamente vedere e sentire con dei battimani ad accompagnare i cori, anche loro con qualche pausa che cercano di mitigare con lo sventolio di bandiere mentre, con il passare del tempo, calano ulteriormente.

L’arbitro fischia la fine della partita che termina con uno scialbo 0-0 ed accontenta solo la squadra ospite che torna a casa con un ottimo pareggio che la porta, per la prima volta nella sua storia, al nono posto della Serie C. Sulla sponda opposta questa volta la tifoseria non ha più pazienza o voglia di incoraggiare la squadra, alla quale sono riservati cori di disapprovazione che non si possono certo biasimare a guardare come langue tristemente la loro classifica.

Marco Gasparri