Giungo nella Tuscia col Cotral delle 11:45 da Saxa Rubra, in una cupa domenica di metà dicembre, trovando non certo l’atmosfera delle grandi occasioni. La classifica d’altronde parla chiaro e l’avvicinarsi del Natale spinge gran parte della cittadinanza alla ricerca del regalo e dello “struscio” mondano in Centro, tra luminarie e addobbi scintillanti. Fortuna che lo zoccolo duro del tifo gialloblu come sempre risponde presente, con una cinquantina di ultras compatti e arcigni, volti a stazionare dietro lo striscione Vetus Urbs.

Lodevole e da elogiare la caparbietà nel tempo della Viterbo ultras, che pur avendo potenzialità enormi nei numeri, soprattutto dal punto di vista della sua corposa provincia, ha brillato suo malgrado più per qualità che per quantità; il che poi non si rivela certo essere un male, in fondo “dieci persone che parlano fanno più rumore di diecimila che tacciono”, citando Napoleone Bonaparte.

Sostegno continuo, manate e bandiere sempre in movimento da parte dei propositivi locali. Circa 150 i corallini, quasi tutti ultras nella totalità. Un tamburo e diverse bandierine ad accompagnare i loro cori, alcuni anche di vecchissima data, quasi da considerare d’epoca, come quello sulle note del Gam Gam. Un paio di bomboni fatti esplodere (incomprensibilmente fischiati dalla tribuna) – sempre un piacere da udire – in tempi in cui ormai per motivi di ferrea repressione sono andati inevitabilmente in disuso in più curve.

Sul campo, in seguito al vantaggio della Viterbese nel primo tempo, i campani sono pervenuti al pari dopo un quarto d’ora nella ripresa, con l’incontro che poi si è trascinato stancamente al termine, senza regalare altre reti né sussulti. Un punto a testa che a entrambe le compagini serve relativamente a poco, viste le classifiche piuttosto deficitarie.

Il tempo di raggiungere l’adiacente fermata Cotral di fronte al Bar Stadio (oggi trovato inopinatamente chiuso), col pullman che fortunatamente alle 16:35 è giunto in orario, visto che appena salito sul torpedone regionale ha iniziato a piovere. Salutata la Città dei Papi, il rientro nella Capitale non è stato dei più sbrigativi, trovando oltre al solito traffico per il weekend appena terminato, anche quello per la fine del ponte dell’Immacolata.