È passato di nuovo un anno dalla mia ultima visita al Tivoli di Innsbruck (dalla partita contro il Kirchbichl per la precisione), e ancora una volta per l’FC Wacker Innsbruck molte cose sono cambiate. Tuttavia, oggi sono rimasto piacevolmente sorpreso da diverse cose. Ma andiamo con ordine…

Dopo che l’obiettivo del ritorno in Regionalliga (terzo livello del calcio austriaco) era fallito la scorsa stagione, in estate la compagine neroverde si è addirittura ritrovata a retrocedere di un gradino a causa della riforma dei campionati, così da ritrovarsi improvvisamente nella quinta divisione, chiamata Tiroler Liga. Volendo vedere il lato positivo della cosa, questo ha permesso ai tifosi organizzati di ottenere maggiore influenza nella struttura societaria e di trasformarlo in un vero e proprio “club di soci”. Giocare in piccoli paesi della regione, inoltre, ha reso molto più accessibile il seguito, consentendo anche a tanti giovanissimi di essere parte attiva nella tifoseria.

La possibilità poi di rimanere al Tivoli (con la nota soluzione a tribuna unica) è stata utile anche per una ripartenza definitiva. Alcune persone indesiderate sono state rimosse dall’associazione proprio grazie all’unione delle forze che ne è scaturita, cosa che ovviamente ha avuto un impatto positivo. In maniera molto più critica invece è stato visto l’ingresso in società del gruppo “Red&Gold Football“, nato da una joint-venture fra il Bayern Monaco e il Los Angeles FC, anche se ufficialmente è solo quest’ultimo il partner degli austriaci. D’altro canto di fronte a questa pur sempre sgradevole multiproprietà, c’è altresì la consapevolezza che era un male necessario per la pura sopravvivenza del club, e che con essa si sono evitati mali e investitori ancora peggiori, come il magnate russo Ponomarev. L’obiettivo sul lungo periodo resta comunque quello di un FC Wacker Innsbruck indipendente e autonomo.

Tornando all’attualità strettamente calcistica, l’avventura nella “Tiroler Liga”, proprio nell’anno del 110° anniversario del Wacker, rappresenta il punto più basso della sua storia, ma è stata affrontata con rinnovate motivazioni, soprattutto da parte dei gruppi attivi del Tivoli Nord, “Unterland“ e “Wacker Unser“ in testa. Le partite casalinghe hanno attirato una media di circa 1.500-1.700 spettatori, dato che per alcune partite è stato significativamente più alto. Sempre importante anche la rappresentanza nelle partite in trasferta, talvolta in piccoli villaggi della regione dove diverse centinaia di tifosi hanno seguito e supportato la propria amata maglia. Contrariamente ai timori dell’opinione pubblica, sono state partite senza problemi e di grande atmosfera, per la gioia dei club ospitanti che hanno fatto buone vendite e buoni incassi. Anche i resoconti delle coreografie o dei cortei andrebbero rivisti più e più volte. Certo anche il successo sportivo ha aiutato, con la squadra al primo posto fin dall’inizio, ma il vero motore è stato l’amore per la città e per la maglia…

Questa volta il Wacker è riuscito finalmente a vincere l’agognato campionato raggiungendo la promozione verso la quarta serie, già alla terzultima partita stagionale. Non è dunque questo il motivo per cui ho voluto assistere all’ultima partita casalinga al Tivoli. Mi incuriosiva piuttosto la reazione alla buffa minaccia della Federcalcio Tirolese che, qualche mese prima, dopo un piccolo incidente dovuto a una batteria di fuochi d’artificio difettosa, ha diffidato dall’uso di altra pirotecnica pena una decurtazione di tre punti in classifica. Mi sento di tranquillizzare i lettori italiani, funzionari così improbabili, capaci solo di punire senza contestualizzare i fatti esistono purtroppo ovunque nel mondo e tanto più ora, che tale penalizzazione non può più mettere a repentaglio la promozione, sarà bello vedere cosa si inventeranno i tifosi.

Si gioca quasi contemporaneamente alla partita inaugurale di Euro 2024 a Monaco di Baviera, a casa mia praticamente, eppure non mi interessa affatto. Al contrario, preferisco sobbarcarmi il viaggio verso Innsbruck, scelta consapevole per un’esperienza autentica di vero calcio, di vera passione popolare.

La strada verso l’Austria, causa cantieri, è una lunga coda e insieme ad una prenotazione alberghiera persa, mi fanno arrivare allo stadio solo mezz’ora prima del calcio d’inizio. Visto che il mio accredito deve ancora essere ritirato, i tempi si fanno un po’ stretta ma alla fine, anche perché la partita inizia 10 minuti dopo per il gran numero di spettatori, riesco a piazzarmi giusto qualche minuto prima del calcio d’inizio al bordo campo, di fronte alla Tivoli Nord, sempre sistemata nell’angolo Nord-Ovest del settore.

Non appena i giocatori entrano in campo, si accendono le prime torce, la curva si colora ulteriormente con molte bandiere e viene aperto un primo striscione: “Demut zeigen – Wacker bleiben“ che può essere tradotto come “Mostra umiltà, sii coraggioso“ oppure “Mostra umiltà resta il Wacker” che ha un sottile e duplice significato legato alla parola Wacker che, oltre ad essere il nome del club, significa anche coraggioso, valoroso. Fra i cori ce ne sono alcuni molto particolari eseguiti in “stile argentino”, che risultano molto melodici e producono al tempo stesso un’atmosfera davvero suggestiva. Molte anche le azioni pirotecniche come prevedibile, fra le quali c’è una fumogenata in nero e verde che è accompagnata dallo striscione: “Und schon lösen sich 3 Punkte in Rauch auf“ cioè “E già 3 punti vanno in fumo…“). Ironia tanto annunciata quanto pungente contro le assurdità delle istituzioni calcistiche.

In campo, invece, la partita non va come ci si sarebbe aspettato in un primo momento, visto che poco dopo il ventesimo gli ospiti del piccolo borgo di Natters, situato a solo pochi chilometri dal Tivoli, vincono già 0-3. Sotto l’incessante sostegno della curva, la squadra campione dà fondo al proprio orgoglio e riesce effettivamente a pareggiare, arrivando anche a un soffio dal segnare il gol della vittoria, che sarebbe valso quei tre punti che molto probabilmente verranno meno: la procedura d’infrazione è ancora in corso, quindi non c’è ancora ufficialità sulla sanzione.

Dopo la partita un piccolo ma non per questo insignificante dettaglio da osservare: prima che la squadra ritirasse le medaglie e la coppa, c’è stata una festa sotto la curva, come espressamente richiesto dai tifosi. Il calcio appartiene davvero al popolo, solo quando questo antepone la condivisione della felicità con esso ai rigidi quanto asettici protocolli del cerimoniere.

Dopo lunghi periodi di tempo non di certo semplici per i coraggiosi tifosi della Tivoli Nord, durante i quali hanno dovuto vedersela con problemi di tutti i tipi e risultati mortificanti che di certo non hanno apportato grande entusiasmo, ora la tendenza è chiaramente al rialzo. Personalmente, era da molto tempo che non vedevo la Tivoli Nord – oggi, tra l’altro, appoggiata da un’ampia delegazione di Francoforte, oltre a Maia Alta e Thun, quest’ultimi amici del gruppo “Unterland“ – così vivace, colorata ed entusiasta. E anche il nuovo assetto della curva, dopo lo scioglimento delle “Verrückte Köpfe“ lo scorso anno, sembra essersi consolidato. Un futuro di sfide più difficile aspetta questa squadra e questa curva nel prossimo futuro e l’impressione netta, o forse se vogliamo l’augurio, è che Innsbruck sia davvero pronta ad affrontarle tutte, in campo e sugli spalti.

Jürgen De Meester