Al vecchio Menti va in scena un classico del calcio italiano: Vicenza- Bologna. Due società e due tifoserie storiche.

La rivalità, dopo una brevissima amicizia nel 1978 (di appena un giorno), si è rafforzata soprattutto negli anni ‘80, prima in C e poi in B, con partite anche molto importanti come Vicenza-Bologna 83/84, che culminò con uno 0-2 a tavolino dopo che il portiere bolognese fu colpito con una monetina lanciata dalla curva vicentina.

Tra gli ultras berici c’è grande attesa e voglia di confrontarsi con una tifoseria importante, appena scesa dalla serie A. Arrivo presto in zona stadio e nelle strade adiacenti ci sono già folti gruppi vicentini pronti a dare il “benvenuto” ai rossoblu. Addirittura dalle 10:30 c’è chi presidia lo stadio. Ma di bolognesi, fino ad un’ora prima della partita, non ne arriveranno. Certo l’aria è cambiata a Vicenza rispetto a solo a pochi anni fa, quando le tifoserie avversarie (a parte qualche caso isolato) raggiungevano lo stadio Menti quasi indisturbate.

Coraggiosi questi ragazzi, anche se è un periodo duro, durissimo per tutto il mondo ultras, capro espiatorio di uno stato che sembra non avere altro a cui pensare e dove i Daspo vengono notificati con grande facilità, spesso addirittura in modo gratuito. Una repressione, quella presente, sicuramente anticostituzionale, ma che l’Italia, paese che dice di essere sensibile a temi, linguaggi e forme espressive a tutela della libertà individuale, non sembra riuscire ad arginare. Anzi, a dirla tutta, oggi il nostro paese pare voler accrescere questo tipo di repressione non solo con l’appoggio diretto di governi passati, presenti e tribunali, ma anche in un modo subdolo attraverso i principali mass media che continuano a parlarci di un mondo ultras pieno di violenza, quasi fossimo ancora negli anni ‘80.

C’è da dire che gli ultras italiani pagano le eterne divisioni tra gruppi troppo diversi e distanti gli uni dagli altri, così da non aver mai raggiunto una linea comune contro la repressione.

A due ore circa dall’inizio della partita (si gioca alle 15:00 ed è una bellissima giornata di sole), arrivano le camionette della polizia proprio dove ci sono circa 200 vicentini e, nonostante il presidio continui, pare che il tempo sia proprio scaduto; oramai è troppo pericoloso aspettare i bolognesi, che arriveranno in un migliaio soprattutto in pullman e poco prima di inizio partita.

Meglio allora entrare allo stadio: le curve piano piano si riempiono; poi, ad inizio gara, i bolognesi sono già tutti compatti e pronti a tifare; i vicentini, come accade da qualche anno, solo al fischio d’inizio potranno vantare un bel colpo d’occhio con il settore pieno.

Durante la gara ci sono stati vari cori che hanno confermato la rivalità tra le due tifoserie. I rossoblù sono belli da vedere, compongono un bel muro, compatto, rumoroso ed hanno anche qualche coro nuovo da presentare. I gruppi principali ci sono tutti: Freak con molte pezze, URB, VG, Cappottati, CTB, Bucce e Beata Gioventù. All’ingresso delle squadre un paio di fumogeni, accompagnati da bandieroni e una sciarpata ben riuscita, danno alla curva ospiti un bel colpo d’occhio. Altri fumogeni e anche due forti petardi sono stati fatti esplodere dai felsinei durante l’incontro, certo, sempre stando attenti a non farsi riconoscere, ma a voler dimostrare che non si accetta questa repressione del calcio moderno che vieta tutto, perfino di colorare le curve.

I vicentini, a cui per l’occasione hanno fatto visita gli storici gemellati reggiani con la pezza “Pian piano tornano tutti”, fanno il possibile per farsi sentire. Ci sono i bandieroni dei principali gruppi della curva, le pezze di CSD, VG, ZM, ST, Thiene e Vicenza Sud. Mancano i Crew, ma questo succederà per l’intera stagione data la loro scelta di disertare tutte le gare casalinghe del Vicenza perché contrari al ripescaggio in Serie B non ottenuto nel campo.

La curva biancorossa, per l’occasione ancora più folta che nelle altre prime tre partite casalinghe, nella sua parte centrale è compatta e con molta voglia di tifare. Nessuna pausa per questi ragazzi che ce la mettono tutta con bei boati a ripetere e braccia al cielo. Ai due lati della gradinata sud, invece, il tifo nel complesso è scarso e non molto partecipe. Probabilmente questo è dovuto al fatto che i lanciacori vicentini sono tutti posizionati solo nella parte centrale della curva e, in assenza dei proibiti megafoni, questo impedisce a molti di sentir partire i cori. C’è anche da dire che da quando al Menti, per svariati motivi, sono stati eliminati tutti gli altri settori popolari (Curva Nord ora riservata agli ospiti, Curva Azzurra chiusa, Curva lato Tribuna Nord a far da “cuscinetto” agli ospiti come lo spicchio dell’ex settore ospiti) la Gradinata Sud si deve caricare anche di molti “non ultras” che di cantare sembrano non averne nessuna voglia, a scapito delle ottime potenzialità espresse dal centro.

La partita scorre via intensa ma senza grandi emozioni; alla fine è uno 0-0 che accontenta i vicentini e delude un po’ i bolognesi che, sulla carta, hanno una squadra più forte, ma giocare a Vicenza non è facile per nessuno.

Marcello Casarotti

 

 

http://youtu.be/A5IdVuQPl4A

 

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