Per comprendere il presente rossonero bisogna voltarsi indietro, riavvolgere il nastro e scrutare nel recente passato, concentrandosi sulla stagione calcistica 2018/2019. Il direttore sportivo Nember allestisce una squadra che sulla carta potrebbe tranquillamente puntare ai play off: Kragl, Iemmello, Mazzeo, Leali e Galano sono solo alcuni dei nomi che compongono la rosa dei satanelli.

Il calcio è strano e imprevedibile, i sogni spesso restano tali e alcune volte diventano persino incubi. L’annata inizia male e finisce peggio, si parte con 15 punti di penalizzazione, ridotti a 6 che però pesano su tutto l’ambiente e sul prosieguo del campionato. La città non molla, e spera fino all’ultimo istante, ma il lieto fine non arriva: i rossoneri retrocedono; nel frattempo, però, il Palermo viene estromesso dai playoff e dal campionato cadetto, e il popolo foggiano torna a sperare in uno spareggio per giocarsi le ultime possibilità di conservare la categoria. Il miracolo non si materializza e il sogno diventa incubo: i Sannella mollano la società e il Foggia sparisce, per di più a distanza di pochi anni dall’ultimo fallimento.

La palla passa in mano al sindaco della città pugliese, il dott. Franco Landella: tutti coloro che avranno a cuore le vicende sportive potranno presentare la propria manifestazione d’interesse. Qualcuno spera nel miracolo, altrove infatti dopo la burrasca arriva il sereno; si sognano cordate pronte a ripartire immediatamente e a riprendersi ciò che “stranamente” è sfuggito di mano, e i precedenti a tal proposito aiutano: Napoli e Bari rilevate da De Laurentis, Torino da Cairo o la Fiorentina dai Della Valle. La spunta la cordata guidata da Felleca, che rileva non solo il Foggia calcio ma tutta la sua storia, quasi centenaria. L’imprenditore cagliaritano viene da un’esperienza non proprio felice a Como, e non ha forse neanche una struttura finanziaria forte, ma il suo progetto sembra quello più convincente. 

A Foggia come se nulla fosse successo si riparte con lo stesso entusiasmo di sempre: oltre 4.000 gli abbonamenti sottoscritti, ai quali bisogna aggiungere almeno 2.000 paganti a partita, quasi 7.000 nel match contro il Taranto.  L’obiettivo è chiaro: restare in Serie D lo stretto necessario che, tradotto, significa vincere subito e tornare immediatamente in Serie C. Da questo quadro parte la stagione calcistica dei pugliesi e dei suoi ultras.

Allo Zaccheria è di scena un derby inedito, il Foggia affronta l’Altamura. La pioggia battente allontana dagli spalti molti tifosi, e i presenti preferiscono assistere ai 90 minuti nel primo anello. Il mondo ultras non rappresenta l’unica componente del tifo organizzato, ma una parte, sicuramente la più “rumorosa” e colorata. Come riconosci un ultras, o quantomeno come lo distingui da un tifoso? Spesso sono i dettagli che fanno la differenza: nonostante le pessime condizioni climatiche i ragazzi sia della Curva Nord che della Curva Sud sostengono i propri beniamini dal solito posto: pioggia e vento sono un dettaglio, forse anche fastidioso, che però non può far cambiare le abitudini di chi ha sempre seguito la propria squadra nel solito settore, dal solito gradone, nello stesso centimetro quadrato. Il tifo sarà costante e continuo per tutti i 90 minuti e la vittoria sarà il giusto premio per una tifoseria che vive la Serie D con la stressa passione con la quale ha vissuto la serie cadetta. 

Da segnalare l’esposizione, da parte di entrambe le curve, di striscioni per la figlia di un personaggio di spicco del tifo foggiano.

I murgiani, 100 circa, appena arrivati alle porte della città vengono prima bloccati, poi filmati e controllati e infine fatti salire sulle circolari e accompagnati allo stadio, dove vengono nuovamente controllati.  

Anche nel calcio le prospettive contano: infatti se per i rossoneri quella odierna è una partita importante solo per la classifica, per gli ultras altamurani il match ha un significato particolare: sostenere i propri colori all’interno di uno stadio importante è evento che non capita spesso, soprattutto se il destino ti ha riservato una storia calcistica poco blasonata. La sconfitta, immeritata almeno per quanto visto in campo, lascia l’amaro in bocca, ma passa comunque in secondo piano quando a vincere è lo spettacolo degli spalti.

Nel frattempo sposto la mia attenzione e vedo quanto sta succedendo in Serie B: Iemmello ha ritrovato a Perugia quella serenità che nella passata stagione “stranamente” sembrava aver smarrito e con 9 reti guida la classifica dei marcatori, seguito proprio da Galano, mentre Kragl a Benevento si sta confermando su ottimi livelli. I Sannella si sono dileguati e per il “crack” del Foggia calcio non hanno ancora pagato. 

Mi chiedo ancora come possa quella squadra aver fallito l’obiettivo salvezza, ma soprattutto mi domando come possa l’intera piazza foggiana, provincia compresa, aver trovato la forza per ripartire, ripartire come se nulla fosse successo. Domande ovviamente retoriche, le cui risposte conosciamo tutti benissimo…

Michele D’Urso