Ormai già da un po’ di tempo la Serie C, così come gli altri campionati maggiori, offrono partite in qualsiasi giorno e in qualsiasi ora.
C’è chi lo chiama progresso del calcio, chi regressione, chi semplicemente evoluzione di uno sport che come prevedibile ha sancito la sua fortuna sul lato economico. Dal momento che le pay-tv detengono il potere, sono loro a scegliere e a decidere.
E il tifoso?
Egli deve assolutamente adattarsi o ancora più semplicemente può rimanere, il giorno di Santo Stefano, a gustarsi il pranzo in famiglia a casa, magari lanciando un’occhiata alla partita della sua squadra che ha acquistato alla modica cifra di 4 euro.
I soliti, quelli che preferiscono la scomodità di un gradone alla sofficità del divano, quelli che rifiutano il camino di casa e si proiettano nel gelo di una giornata di fine dicembre, li ritroverai sempre al loro posto magari affamati perché hanno preferito un panino alla “mangiata”, festiva oppure incazzati perché hanno litigato con la rispettiva moglie o fidanzata che li avrebbe preferiti sazi e accanto a loro.
Cavese-Bisceglie in fin dei conti è questo e se intorno alle 14:10, mentre sto calpestando il manto del Lamberti, vedo uno stadio semivuoto non rimango nemmeno sorpreso, anzi mi rallegro vedendo quei “pazzi” che pian piano riempiono metà Curva Sud.
Sono le 14:30 e i calciatori delle rispettive squadre entrano in campo. Il settore a me tanto caro si anima mentre la Curva Nord non mostra e non mostrerà segni di vita per tutta la partita.
Il tifo, nonostante il freddo e la gara non certo entusiasmante, si manterrà su buoni livelli. Mai una sosta, mai un coro banale ma al contrario tanta voce e, a guardare i ragazzi che saltellano, anche tanto divertimento.
Per il resto davvero poco da segnalare se non la vittoria in campo della Cavese e l’abbraccio finale del settore di casa agli undici biancoblu.


Vincenzo Amore